Opinione su +20 10 14778123 dominio pure.it: Mi hanno offerto di comprare un dominio che è già mio
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Mi hanno offerto di comprare un dominio che è già mio
1/5 18/08/2026
Vantaggi
nessuno
Svantaggi
si dichiara titolare di un dominio altrui . contatti commerciali ripetuti e non richiesti
Ricevo con una certa regolarità proposte commerciali legate ai nomi a dominio. Questa merita di essere raccontata perché il meccanismo è istruttivo, al di là del caso specifico.
Qualche giorno fa mi arriva un messaggio su WhatsApp da un numero estero, seguito poco dopo da un'email in italiano formale. Il contenuto è semplice: il mittente dichiara di essere proprietario di un dominio .it e mi chiede se sono interessato ad acquistarlo. Il dominio in questione è registrato a mio nome dal 2015, è attivo, ha una scadenza regolare ed è gestito dal registrar di cui sono socio.
La cosa interessante non è l'errore in sé, ma come si è prodotto. I dati di contatto del titolare di un dominio .it — nome, indirizzo, email, telefono — sono pubblicati in chiaro nel database WHOIS del Registro quando l'intestatario non è una persona fisica. Chiunque può interrogarlo gratuitamente. Chi mi ha scritto ha evidentemente automatizzato quella interrogazione su una lista di domini e ha usato i recapiti estratti come lista di destinatari, senza mai leggere il campo che indica chi è il titolare. Il risultato è che il messaggio "possiedo questo dominio, ti interessa?" è arrivato esattamente alla persona che lo possiede.
Che non si trattasse di un piano elaborato l'ho capito dai dettagli. In una delle email il mittente scrive che possiedo il dominio da undici anni — informazione corretta, presa dalla data di creazione del record — e nella stessa riga sostiene di esserne il proprietario. Ha incollato insieme due modelli di messaggio opposti: uno per proporre un acquisto a chi vende, uno per proporre una vendita a chi compra. Chiede anche di fargli un'offerta, cosa che si dice a un venditore, non a un compratore.
Dopo aver bloccato il numero sono arrivate quattro email in rapida successione. Non contenevano link, richieste di pagamento, riferimenti a servizi di escrow o inviti a inserire credenziali da qualche parte: contenevano lamentele per essere stato bloccato. Lo dico perché è la ragione per cui non parlo di tentativo di frode. Un'operazione costruita per sottrarre denaro o credenziali ha bisogno, prima o poi, di consegnare un link. Qui non è mai successo.
Resta però un problema serio, e non riguarda me. In una delle email il mittente scrive che il dominio "ha molti clienti oltre a te". Sta cioè proponendo lo stesso bene a più soggetti, dichiarandosi titolare di qualcosa di cui non ha la disponibilità. Se qualcuno gli anticipasse del denaro, quella persona si troverebbe poi davanti a un dominio intestato a un terzo e non trasferibile.
Tre cose che mi porto via, utili a chiunque abbia domini registrati:
Il WHOIS pubblico è una fonte di lead per chi fa sollecitazione commerciale automatizzata. Se il vostro dominio è intestato a una persona fisica potete chiedere l'oscuramento dei dati di contatto. Se è intestato a un'impresa o a un professionista la pubblicazione è obbligatoria: l'unica mitigazione è usare una casella di ruolo invece di un indirizzo personale.
Nessun proprietario legittimo di un dominio ha bisogno di scrivervi su WhatsApp da un numero estero. Le trattative serie passano da marketplace con escrow, e la titolarità si verifica prima di parlare di cifre — sempre, anche quando la controparte sembra credibile.
Verificare costa dieci secondi. L'interrogazione WHOIS è gratuita e pubblica. Prima di rispondere a qualunque proposta su un dominio, guardate chi risulta intestatario. Nel mio caso ero io.
Qualche giorno fa mi arriva un messaggio su WhatsApp da un numero estero, seguito poco dopo da un'email in italiano formale. Il contenuto è semplice: il mittente dichiara di essere proprietario di un dominio .it e mi chiede se sono interessato ad acquistarlo. Il dominio in questione è registrato a mio nome dal 2015, è attivo, ha una scadenza regolare ed è gestito dal registrar di cui sono socio.
La cosa interessante non è l'errore in sé, ma come si è prodotto. I dati di contatto del titolare di un dominio .it — nome, indirizzo, email, telefono — sono pubblicati in chiaro nel database WHOIS del Registro quando l'intestatario non è una persona fisica. Chiunque può interrogarlo gratuitamente. Chi mi ha scritto ha evidentemente automatizzato quella interrogazione su una lista di domini e ha usato i recapiti estratti come lista di destinatari, senza mai leggere il campo che indica chi è il titolare. Il risultato è che il messaggio "possiedo questo dominio, ti interessa?" è arrivato esattamente alla persona che lo possiede.
Che non si trattasse di un piano elaborato l'ho capito dai dettagli. In una delle email il mittente scrive che possiedo il dominio da undici anni — informazione corretta, presa dalla data di creazione del record — e nella stessa riga sostiene di esserne il proprietario. Ha incollato insieme due modelli di messaggio opposti: uno per proporre un acquisto a chi vende, uno per proporre una vendita a chi compra. Chiede anche di fargli un'offerta, cosa che si dice a un venditore, non a un compratore.
Dopo aver bloccato il numero sono arrivate quattro email in rapida successione. Non contenevano link, richieste di pagamento, riferimenti a servizi di escrow o inviti a inserire credenziali da qualche parte: contenevano lamentele per essere stato bloccato. Lo dico perché è la ragione per cui non parlo di tentativo di frode. Un'operazione costruita per sottrarre denaro o credenziali ha bisogno, prima o poi, di consegnare un link. Qui non è mai successo.
Resta però un problema serio, e non riguarda me. In una delle email il mittente scrive che il dominio "ha molti clienti oltre a te". Sta cioè proponendo lo stesso bene a più soggetti, dichiarandosi titolare di qualcosa di cui non ha la disponibilità. Se qualcuno gli anticipasse del denaro, quella persona si troverebbe poi davanti a un dominio intestato a un terzo e non trasferibile.
Tre cose che mi porto via, utili a chiunque abbia domini registrati:
Il WHOIS pubblico è una fonte di lead per chi fa sollecitazione commerciale automatizzata. Se il vostro dominio è intestato a una persona fisica potete chiedere l'oscuramento dei dati di contatto. Se è intestato a un'impresa o a un professionista la pubblicazione è obbligatoria: l'unica mitigazione è usare una casella di ruolo invece di un indirizzo personale.
Nessun proprietario legittimo di un dominio ha bisogno di scrivervi su WhatsApp da un numero estero. Le trattative serie passano da marketplace con escrow, e la titolarità si verifica prima di parlare di cifre — sempre, anche quando la controparte sembra credibile.
Verificare costa dieci secondi. L'interrogazione WHOIS è gratuita e pubblica. Prima di rispondere a qualunque proposta su un dominio, guardate chi risulta intestatario. Nel mio caso ero io.
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