Opinione su 27 volte in bianco: Una damigella e la sua prevedibile storia
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Una damigella e la sua prevedibile storia
3/5 04/07/2020
Vantaggi
Non dura molto, facile da seguire, buoni attori
Svantaggi
Piena di cliché, nulla di nuovo né di entusiasmante
Datato 2008, "27 Volte In Bianco" è un film americano che fonde commedia e romanticismo inseguendo molto le tendenze di quegli anni, in cui appunto queste pellicole venivano sfornate con una certa assiduità. Il punto nodale di tutto? Il classico concetto del matrimonio. In questo caso ci troviamo di fronte a una protagonista, Jane Nichols, interpretata da Katherine Heigl, che sembra essere destinata a fare sempre e solo la damigella per le altre (per 27 volte) e a prodigarsi per la sorella Tess (Malin Akerman), per il capo George (Edwars Burns) e per chiunque le sia vicino. Lei intanto sogna il matrimonio ma il destino vuole che colui per cui ha una cotta segreta da anni, quel George per il quale lavora, abbia conosciuto sua sorella e in poco tempo le abbia chiesto di sposarla, senza conoscere realmente la sua personalità. Ancora una volta le tocca ricoprire il ruolo da damigella, ma c'è un giornalista, Kevin Doyle (James Marsden), che decide di sfruttare la storia particolare di Jane per scrivere un articolo per il suo giornale. Kevin l'avvicina per carpire i suoi segreti al fine di lavorare sul pezzo, ma le divergenze con Jane affiorano sin da subito e non sembra un rapporto destinato a durare a lungo. Tra la questione del matrimonio tra George e sua sorella, e il giornalista tra i piedi, la protagonista deve affrontare diversi contrattempi e, nel frattempo, scoprire quel che è giusto per lei e per chi le sta attorno. La storia di Jane ci viene narrata affinché possiamo seguire il suo status quo, i cambiamenti che la conducono al sospirato lieto fine. All'inizio la sua vita sembra cristallizzata nella consuetudine e destinata a non darle ciò che desidera, ma la conoscenza con il giornalista le mette in ordine le idee, anche se entrambi nei primi incontri sembrano come l'acqua e l'aceto: lei è romantica fino al midollo, lui cinico e restio all'idea del matrimonio. Tutta la trama segue il percorso più consueto e banale che ci si aspetterebbe da una commedia di tale stampo. Premesse semplici, personaggi di contorno stereotipati, battibecchi inseriti con lo scopo di vivificare -male- la sceneggiatura, ostacoli e scoperte che sorgono a metà film per dargli un tono leggermente meno scanzonato, e poi lieto fine che non sistema solo la protagonista ma anche chi le ruota attorno. Non c'è assolutamente nulla di nuovo, una trovata sagace, una scena mai vista prima, persino i dialoghi difettando di freschezza. La coppia composta da Katherine Heigl e James Marsden, per quanto carina, non funziona a dovere. Sono sostenuti da una sceneggiatura banale che li contrappone per la maggioranza del tempo, e infine, quando si riavvicinano, si ha ancora l'impressione che il loro rapporto non sia stato sviluppato adeguatamente. Certo, era chiaro fin da subito che sarebbero finiti insieme, ma per me è davvero mancato quell'elemento che li rendesse a tutti gli effetti una coppia capace di veicolare un minimo di passione. A livello di interpretazioni non c'è nulla da obiettare, soprattutto per la Heigl, ormai avvezza a tali produzioni in cui, ai tempi, solevano appiopparle ruoli di donne che si barcamenavano per trovare l'amore nonostante gli intoppi con gli uomini e con i vari contorni. Questo film in particolare si districa attraverso una serie di clichè, fa sorridere flebilmente ma se non altro intrattiene perché è semplice e pigro, pigro proprio come lo spettatore che decide di guardarlo. È una di quelle storie che si ha voglia di seguire o se si apprezzano tutte le pellicole romantiche o se non si è in vena di vedere un film impegnativo. "27 Volte in Bianco", per quanto abbia voluto complicare la trama portante, è lineare e semplicissimo, prevedibile e infarcito di trovate abusate. Nonostante questi difetti non da poco, ha il potere di non rendersi completamente deprecabile perché fa trascorrere meno di due ore in totale tranquillità.
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