Opinione su 3% (tre per cento): Bellissima e inquietante distopia
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Bellissima e inquietante distopia
5/5 27/09/2018
Vantaggi
Trama, atmosfera, ambientazione, personaggi
Svantaggi
Ogni tanto qualche "eccesso" di latinità
Questa serie tv è stata una rivelazione di Netflix e tuttora si trova sul portale con 2 stagioni, tuttavia è molto poco conosciuta in Italia, complice anche il fatto che ci sono i sottotitoli italiani ma l'audio è solo inglese o portoghese. Viene ambientata in un futuro in cui la popolazione è cresciuta in modo caotico e vive in gran parte in una grande favela (l'Entroterra), sprofondata in un cratere a ridosso di un altopiano dove sorge il Palazzo del Processo. Ogni anno tutti coloro che compiono 20 anni hanno diritto a essere esaminati da un'equipe di "esperti" provenienti dall'Offshore, che è invece una terra promessa al di là del mare dove una piccolissima fetta di popolazione può vivere una vita di agi, immersa nella natura e nell'avanguardia tecnologica. Per diventare cittadini dell'Offshore bisogna meritarselo e superare le infinite prove del Processo, un compito in cui riesce solo il 3% dei candidati e che si può tentare solo una volta nella vita. Questa scrematura dai risvolti a volte pericolosi e discriminatori è combattuta dai membri di una sorta di resistenza chiamata la Causa, a loro volta non privi dei loro problemi e demoni personali. Sono appassionata di distopie e ho divorato le due stagioni in un sorso: nonostante le pennellate culturali brasiliane, la serie tv non ha niente da invidiare a quelle maggiori di stampo americano e, anzi, risulta meno spaccona e più intelligente proprio per l'atmosfera surreale che gioca molto sulla psicologia, sulle motivazioni dei vari personaggi molto ben orchestrati, e sulla contrapposizione tra le linee zen e minimali dell'Offshore col caos ma anche i colori latini della favela. Sembra di stare in un'ininita puntata di Black Mirror e la cosa è semplicemente meravigliosa. Scenografia perfetta, dinamiche ed effetti grafici molto ben fatti. La colonna sonora riflette la cultura di provenienza e, se da un lato avrei preferito qualcosa di più "cinematic", le mie orecchia abituate ai trailer epici si sono dovute ricredere: i suoni sudamericani sono molto adatti alle immagini, raccolgono quello che la scena non dice, e raccontano una storia fatta di metallo, grida e speranza nell'Entroterra così come una quiete affascinante anche se forzata nell'Offshore, dove sembra tutto bellissimo e invece la gente sa essere ancora più subdola e crudele. La scena della processione è il capolavoro grafico e musicale della serie: cercatela su youtube, tanto non spoilera niente, sotto il nome di "Preciso Me Encontrar - Liniker e Ilú Obá De Min 3%" La prima stagione si concentra soprattutto sul Processo in tutta la sua lunghezza e su come lo affronta il gruppo dei personaggi che pian piano impariamo a conoscere. La suspence per vedere se qualcuno possa mai riuscirci, e chi, è palpabile. La seconda stagione è più complessa e rivela molto di più sull'Offshore e su come è nata la situazione presente. Il finale mi è sembrato aperto ma conclusivo, nonostante ciò è in corso la produzione di una terza stagione che uscirà nel 2019.
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