Aeroporto di Narsarsuaq

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5,0/5Pubblicata il 12/09/2017
Consigliato

“Un aeroporto d' altri tempi...”

Vantaggitranquillità, efficienza in vecchio stile
Svantagginessuno
Ultima tappa del mio viaggio in Groenlandia, Narsarsuak, nella parte sud del paese, tappa obbligata in quanto qui ci sono i resti del primo insediamento vichingo di Eric il Rosso. L’aeroporto non è piccolo, è piccolissimo e presenta una sola pista oltre ad una piazzola di atterraggio per elicotteri: quando si atterra, si scende sulla pista in una piana circondata di montagne e un piccolo capannone costituisce l’aeroporto: quello che colpisce immediatamente è l’assenza delle torri di controllo, perché qui tutto funziona come all'inizio della storia del volo, cioè ad occhio e grazie alla bravura dei piloti abituati non solo a questo, ma anche a viaggiare spesso in condizioni di tempo proibitive come per esempio -storm-, tempesta di vento e neve. Così, ho scoperto (per fortuna dopo) che Narsarsuak è uno degli aeroporti più pericolosi del mondo anche perché la pista si prende direttamente dal bordo del fiordo ed essa non è molto lunga: il traffico aereo comunque è molto ridotto, un aereo in arrivo e in partenza al giorno, ma non tutti i giorni della settimana, altrimenti le comunicazioni sono ridotte al mare in quanto non esistono strade di collegamento interno. Poichè l’aeroporto è l’unico per tutto il fiordo, da qui (e questo ogni giorno della settimana con diversi giri al giorno) partono gli elicotteri rossi della Air Greenland che collegano Narsarsuak con i paesi vicini, come per esempio Narsaq. L’interno dell’aeroporto è molto confortevole con una sala d’aspetto accogliente, calda e spaziosa anche perché il numero delle persone non è mai troppo alto. Un bar che è anche un piccolo negozietto, il duty free (spesso chiuso) completano il tutto. Quando si arriva da una a due ore prima a seconda che si tratti di un volo interno alla Groenlandia o un collegamento con Keflavik (Islanda), si va immediatamente al check-in in quanto il volo di solito è l'unico, magari per tutta la giornata. All’uscita non ci sono taxi: c’è un servizio di un’agenzia locale (Blue Ice) con collegamento via mare coi paesi vicini e in alternativa il pullman dell’unico albergo (tra l’altro bellissimo) a 400m dall’aeroporto. Un’esperienza piacevole e di...altri tempi… Ah, dimenticavo la presenza di due cacciatori americani di cui uno ha presentato il proprio fucile di alta precisione e l’ha potuto portare con sé in cabina...

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