Cuore depravato - Patricia Cornwell

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2,0/5Pubblicata il 05/07/2018
Non consigliato

“24 ore per morire”

Vantaggiahimè nessuno
Svantaggileggerlo
Un tempo amavo Patricia Cornwell, il fascino dei crimini seriali, sia nella narrativa che in tv, è innegabile, la cronaca purtroppo ne è piena e molti scrittori hanno attinto a piene mani da essa, aggiungendo forse ancora particolari più macabri, storie ancora più perverse e al limite dell’umano. La Cornwell era una di questi, e le riusciva molto bene. Una volta. Ora non più. Questo libro mi è stato regalato, altrimenti mai l’avrei acquistato, da anni non leggo più questa autrice che pur avendo creato personaggi e storie di grande fascino, da tempo è diventata praticamente l’ombra di se stessa, e i suoi personaggi con lei. Siamo ad oggi, tutta la storia di svolge nell’arco di 24 ore (400 pagine!), la protagonista Kay Scarpetta è appena sopravvissuta al tentativo di omicidio di una pazza psicopatica quale è Carrie Grethen, una specie highlander tornata dal passato per vendicarsi. Siamo di fronte ad una trama che definire irreale è poco: questa Carrie era creduta morta, ma ben presto tutti sono consapevoli che è ancora in circolazione: lo sa Kay, lo sanno Marino, il fido collega, lo sa la CIA lo sa l’ FBI, lo sa anche la nipote “wonder woman” di Kay, Lucy. Insomma, lo sanno tutti ma questa Carrie è libera di girare per il mondo e combinare un po’ quello che vuole, ammazzare gente senza che nessuno veda nulla, ovviamente nei modi più complicati e assurdi possibili (non basta sparare alla gente…troppo banale…) Il tutto per arrivare ad ammazzare Kay. Oltre alla trama inverosimile, anche i personaggi sono caricature di se stessi. Kay non esiste più, si è arrotata su se stessa e fa la vittima per tutto il romanzo. Il marito Benton è una specie di roccia imperturbabile che riesce a rimanere mansueto come una pecorella in un campo fiorito anche se gli hanno appena comunicato che c’è una che vuole trucidargli mezza famiglia. Lucy è una specie di wonder woman, ma lesbica, che per capacità di usare armi e mezzi farebbe impallidire Rambo, ovviamente piena di soldi da non dover manco lavorare. Marino il collega di una vita è sempre lui, ma passa in secondo piano. Carrie la serial killer poteva essere interessante, ma è una figura anch’essa un po’ eccessiva, tratteggiata male. Finale frettoloso, che non chiude la vicenda, chiaro espediente per un altro best seller di dubbio gusto della nostra. Peccato.

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