Opinione su Fuori da un evidente destino - Giorgio Faletti: Fra cento anni di tutto questo non parlerà più nessuno...

Fra cento anni di tutto questo non parlerà più nessuno...

16/04/2018

Vantaggi

La parte centrale in cui la storia prende forma

Svantaggi

La parte iniziale abbastanza lenta e il finale deludente


La mia recensione del libro "FUORI DA UN EVIDENTE DESTINO" Di Giorgio Faletti.

Io sono qui a riportare semplicemente il mio parere al riguardo, per andare a recuperarne la trama, basta fare una semplice ricerca sula rete.

Fondamentalmente il libro non mi è dispiaciuto, a parte il finale poco azzeccato e troppo scontato, ho letto con piacere la storia di questo mezzo indiano d'America.
Io sono appassionata di musiche dei nativi d'America e quindi mi è piaciuto immergermi in qualche modo nell'ambiente, avere a che fare in qualche modo con la cultura Navajo.
Alcuni punti sono forse troppo lenti, descrittivi e prima di ingranare nella storia, ho fatto un po' fatica a seguire gli innumerevoli personaggi presenti, ma poi devo dire che quando ho capito chi fosse questo Chaha'oh, la storia si è fatta molto curiosa.
Ovviamente non sono qui per svelare l'arcano perchè non mi sembra il caso di rovinare un intero libro. Per cui se siete curiosi di saperne di più, mi dispiace ma da me non saprete altro.

Mi piacciono le leggende, il modo di pensare degli anziani, saggi, che non sprecano parole inutili, a differenza di tante persone che invece sembrano sapere sempre cosa è giusto e cosa non lo è.
Mi è piaciuto anche il personaggio canino, che non è relegato a qualcosa di secondario ma invece viene presentato con un proprio originale carattere, e avrà un ruolo importante nella stora principale.
Sì, perchè lui era presente quando il padrone Caleb era stato ucciso.
Lui ha visto chi è stato.
Lui sa.
E poi c'è sempre il classico argomento legato al territorio, ci sono sempre grandi industriali interessati agli appezzamenti di terreno degli indiani, non interessa che siano zone sacre, a loro interessa solo il denaro.

Come detto inizialmente, leggendo il libro bisogna superare una prima fase legata alla lentezza con cui la storia si dipana e per come vengono presentati, in maniera forse un po' prolissa, i numerosi personaggi. Ma una volta che la trama entra nel merito, confesso che ero molto curiosa di sapere come sarebbe proseguita, chi poteva essere l'autore dell'uccisione di Caleb, perchè era chiaro sin da subito che si era trattato di un omicidio, di cosa si sarebbe inventato Faletti per rendere la motivazione credibile. E devo dire che in un certo senso ci è riuscito.

Quando si riesce a capire chi possa essere stato ad uccidere, ecco un lungo salto nel passato (saranno quasi un centinaio di pagine) che ci spiega la storia dei personaggi di allora, di cosa era successo, e di come questa leggenda sia importante per risolvere nel presente, la questione degli omicidi.
E poi "Fuori da un evidente destino" casca sul finale, troppo affrettato, troppo scontato, che sa di già visto.... io mi sarei aspettata un briciolo in più di meningi spremute per far uscire qualcosa di diverso, di credibile, che poteva essere accettato.

Comunque una lettura che consiglio.

Questa opinione rappresenta il parere personale di un membro di Opinioni.it e non di Opinioni.it.

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rossella1978

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  • adatto a tutti
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Altre opinioni degli utenti su Fuori da un evidente destino - Giorgio Faletti

  • millifly
    opinione inserita da Anonimo il 20/06/2018
    Faletti è stato un artista a tutto tondo, attore, musicista e nell’ultimo periodo della sua vita anche scrittore. Fori da un evidente destino è stato il terzo libro che ha pubblicato, uno dei più intr...
    Continua a leggere >
    storia
    nessuno
  • kristyblue
    opinione inserita da kristyblue il 27/04/2018
    E' stato il primo romanzo di Faletti che ho letto e me ne sono letteralmente innamorata; l'autore ha svolto un mirabile lavoro di ricerca e ha concepito una "leggenda" indiana assolutamente credibile ...
    Continua a leggere >
    Storia agghiacciante, personaggi splendidi
    I dialoghi a volte sono un po' artificiali