Opinione su Gianfranco Zola: Esperienza diretta
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Esperienza diretta
4/5 16/02/2016
Vantaggi
Fantasia, professionalità, correttezza
Svantaggi
Troppo onesto e coerente per il calcio italiano
Sono nato a Sassari, a pochi metri dallo stadio dove Zola ha esordito nelle prime categorie professionistiche italiane con la squadra locale della Torres. Mi ricordo che sin da giovane era un giocatore qualitativamente migliore di tutti i quelli visti in quel campo: tecnica (rovesciate, colpi di tacco, punizioni alla Maradona), visione di gioco (assist sopraffini) e impegno erano le sue migliori qualità, che poi è riuscito ad esprimere sia in Italia che all'estero. Oltre ad essere stato un fantasista sublime, ha sempre dimostrato di possedere un attaccamento a valori in via d'estinzione nel calcio: rispetto per gli arbitri, il pubblico e gli avversari, umiltà e vera passione per lo sport. Purtroppo questo comporta a volta la rinuncia alla carriera, in un mondo come quello del calcio italiano caratterizzato da arrivismo, ipocrisia e mediocrità. E non è un caso che Gianfranco abbia scelto la strada inglese per imporsi definitivamente, dopo l'esplosione al Napoli e l'esperienza controversa di Parma, dove non è stato sfruttato al meglio da Carlo Ancelotti. In un contesto meritocratico, sobrio e ben strutturato come il british football, il campione sardo non poteva non esaltarsi, mostrando al mondo le sue qualità sia balistiche che umane. Come ulteriore testimonianza della sua correttezza, dentro e fuori dal campo, si può citare la sua ultima esperienza sulla panchina del Cagliari: chiamato a sostituire Zeman, ha cercato di risollevare la squadra sarda, ma non è riuscito a concludere la stagione; tuttavia, per la sua attività di allenatore, non ha preteso alcun compenso. Questa si chiama signorilità, una dote rarissima in un mondo di cialtroni come il calcio italiano.
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