Opinione su Gubbio: Gubbio: "La città del picchio"
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Gubbio: "La città del picchio"
28/04/2016
Vantaggi
Un vero gioiello per gli amanti della storia e dell'arte.
Svantaggi
Nessuno.
Beh, insomma, Gubbio è un'occasione troppo ghiotta per lasciasela sfuggire. Dal punto di vista storico la città presenta caratteristiche uniche, se non altro perché al Palazzo dei Consoli sono conservate le famose "Tabulae Iguvinae", ossia le tavole di Gubbio, che dettero molto da fare ai nostri studiosi, G. Devoto in testa a tutti, per la loro interpretazione. La lingua delle "Tabulae" è stata interpretata da Devoto come osco-umbra, una lingua con forti similarità con il latino. Il nome romano di Gubbio era "Iguvium", e la sua etimologia ha fatto discutere parecchio. In epoca moderna il Giovio pensava che il toponimo derivasse da "Vicus", cioè "villaggio"; ma più recentemente Giovan Battista Pellegrini ha dato un'interpretazione largamente condivisa, per cui "Iguvium" deriverebbe da "(P)ikuvium), con caduta della "P" iniziale, e significherebbe "La città del picchio". Altri hanno pensato ad un'origine greca, ma quella di G.B. Pellegrini sembra vincente. Nel Medioevo la città cambiò nome, chiamandosi "Eugubium". Città illustre per arte e cultura, la città fu governata dai Montefeltro, dei quali si può ammirare lo splendido palazzo, attribuito, dopo molte polemiche, al Laurana. Molto ricca di opere d'arte antiche, medievali e moderne è la pinacoteca locale, ma non meno interessanti sotto il profilo artistico-architettonico sono le chiese, stracolme di opere d'arte. Concludo con il ricordare che gli abitanti di Gubbio si chiamano "Eugubini", in ricordo del nome medievale. Bella ed importante città d'arte.
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