Opinione su Gypsy: Superare i confini
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Superare i confini
3/5 05/07/2017
Vantaggi
alcuni spunti interessanti
Svantaggi
lentezza della narrazione
Lo scorso 30 giugno Netflix ha rilasciato per intero la prima stagione di Gipsy, un’ennesima loro serie tv originale. Io l’ho vista immediatamente incuriosita dalla presenza di Naomi Watts e Billy Crudup, due attori che reputo estremamente talentuosi. La trama di Gipsy è riassumibile in poche parole: la psicoterapeuta Jean Holloway inizia a lasciarsi pericolosamente coinvolgere dalle storie dei suoi pazienti finendo per allacciare dei legami personali con i familiari di questi, creandosi un alter ego per poterli avvicinare. Io ho guardato i dieci episodi di questa serie praticamente tutti di seguito, ipnotizzata da una forza misteriosa che mi spingeva ad andare avanti nonostante tutti i miei dubbi; perché in effetti la storia è veramente assurda. Per tutto il tempo mi sono chiesta cosa spingesse Jean a comportarsi in quel modo, mettendo a repentaglio tutto quanto, sia la carriera ma anche la vita familiare. Giunta a fine stagione non ho trovato una risposta chiara, le motivazioni possono essere molteplici, inizialmente è la voglia di aiutare gli altri seguendo anche dei metodi non convenzionali, poi è il desiderio di evadere dalla noia di una vita pressoché perfetta ma monotona e infine è più semplicemente la brama di potere e controllo su chi la circonda. Di fatto non ho ben capito il senso di Gypsy, in linea generale mi è piaciuto per il forte carisma dei protagonisti, ma oggettivamente la storia è molto lenta ed a tratti noiosa. Non so se ci sarà un seguito, il finale di stagione è aperto e lascia degli interrogativi, ma onestamente non so se ne continuerei la visione.
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