Opinione su I viaggi di Gulliver - Jonathan Swift: Tanti mondi, i soliti problemi
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Tanti mondi, i soliti problemi
5/5 03/04/2019
Vantaggi
Storia attuale in ogni epoca, avventure, riflessioni
Svantaggi
No
Non so come mai non abbia scritto prima una recensione di questo grande classico e forse uno dei miei libri preferiti di tutti i tempi. I Viaggi di Gulliver fa parte della narrativa satirico-fantastica ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1726, con un'edizione aggiornata alcuni anni dopo e una miriade di versioni, edizioni, adattamenti per il teatro e il cinema nei successivi tre secoli. L'autore è Jonathan Swift, un religioso poco incline a piegare la testa ai poteri politici e spirituali della sua epoca e già autore di poesie satiriche. Il protagonista è il medico Lemuel Gulliver, che durante i suoi viaggi per mare subisce ahimè il naufragio della propria nave e quindi si risveglia su una spiaggia dove un esercito di omini in miniatura l'ha immobilizzato in attesa di decidere cosa farne di lui. Scopre così di essere approdato a Lilluput, un regno dove lui è un gigante e tutto è in miniatura, ma dove le dinamiche sono praticamente le stesse che a casa propria, fatte di strane usanze, guerre sceme e giochi di potere. Spettatore e "incomodo", ma anche aiutante di questi omini, vivrà diverse avventure prima di naufragare di nuovo in una terra opposta, Brobdingnag, dove lui è un uomo in miniatura e ogni cosa è gigante. Qui di solito si fermano le edizioni per ragazzi, i film e la conoscenza di molta gente. In realtà Lemuel continua i suoi "naufraggi" e incontra anche un'isola piena di sapienti statici, Laputa; e infine la pacifica terra degli Houyhnhnm che sono cavalli dall'intelligenza assai superiore a quella umana. Da notarsi che il termine "Yahoo", famoso motore di ricerca, proviene da questo romanzo, e indica il nome con cui i cavalli chiamano gli ominidi stupidi che convivono con loro. L'occhio del dr. Gulliver è sempre quello di un osservatore preso in mezzo dagli eventi, come potrebbe esserlo quello dell'uomo comune preso in mezzo da una società schematica e piena di tradizioni opinabili. Per vari motivi non può far molto per cambiare le cose, nè col potere di un gigante nè in tutte le altre condizioni. Ogni volta riporta a casa in Inghilterra idee e spunti che potrebbero salvare anche il proprio mondo, ma tutto quello che ottiene è di essere giudicato pazzo. Lo status mentale con cui fa ritorno dalla perfetta società dei cavalli e vede le miserie cui l'essere umano si autocondanna è esattamente quello che provo io ogni tanto quando cammino in mezzo alla gente... Credo possa piacere molto a chi è critico verso la società e un po' misantropo, e lo consiglio sia in italiano che in inglese. Fra gli adattamenti cinematografici l'unico che mi è piaciuto per regia e completezza è la miniserie di due episodi del 1996 con Ted Danson. Assolutamente orribile l'adattamento moderno con Jack Black, che comunque odiavo già di mio.
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