Opinione su Il caso di Thomas Crawford: Un caso complicato ma non impossibile
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Un caso complicato ma non impossibile
4/5 01/05/2020
Vantaggi
Trama intrigante, ottimi attori, non scontata
Svantaggi
Non adatta a chi non apprezza il genere
"Il caso di Thomas Crawford" è uno di quei film thriller talmente avvincenti e intelligenti da non perdere mai fascino, nemmeno a distanza di anni, né tantomeno se lo si guarda più di una volta. È datato 2007 e io ho avito l'occasione di guardarlo due volte; la seconda visione l'ho apprezzata maggiormente perché è imperniato su una storia tanto intricata quanto particolare, solo apparentemente semplice. Thomas Crawford (Anthony Hopkins) è un facoltoso e un po' attempato ingegnere aeronautico architetta un piano per sbarazzarsi della moglie, Jennifer, dopo aver scoperto che quest'ultima intrattiene una relazione extraconiugale con un poliziotto. La spara in testa, ma la donna finisce in coma. Thomas confessa di essere stato lui l'autore del tentato omicidio, consegna la pistola e viene arrestato proprio dall'amante della moglie, Robert Nunally. Il caso sembra facile poiché la polizia è in possesso di una confessione firmata e dell'arma del delitto, pertanto il caso viene assegnato a un giovane e tronfio avvocato, Willy Beachum (Ryan Gosling). In realtà quest'ultimo si troverà dinanzi a un uomo, Thomas, più machiavellico di quanto previsto, e di conseguenza il caso inizia a mostrare delle crepe. Tutto all'inizio va secondo i piani dell'ingegnere, ma Willy, ormai disposto a spingersi oltre per risolvere il mistero del tentato omicidio e a smascherare Crowford, non si darà per vinto neanche davanti agli ostacoli. La vicenda che ci presenta il film in questione è sapientemente narrata e sviluppata, capace di portare lo spettatore in un caso legale tanto complesso quanto astuto e profondamente intrigante. I due personaggi principali, il buono (Willy) e il cattivo (Thomas) ingaggiano una lotta diplomatica, in cui potrebbe prevalere o la tenacia di un giovane uomo che vuole fare carriera, o la malvagità di un uomo mosso dalla gelosia e dalle sue risorse soprattutto mentali. L'antagonista interpretato da Anthony Hopkins è una persona perversa ma lucida che ha calcolato quasi tutte le mosse del suo piano. La vera svolta giunge nel secondo tempo, dopo che Willy e il poliziotto nonché amante di Jennifer e anche lui vittima indiretta del piano di Thomas, si ritrovano a dover gestire sviluppi inattesi. L'andamento della trama è costante ma subisce un'impennata dal momento in cui si assiste a dei colpi di scena clamorosi. L'attenzione resta sempre elevata, in special modo se si è appassionati di film thriller. Ogni fase della storia è concatenata alla successiva, tutto accade per un motivo e i personaggi cambiano psicologicamente in base alle situazioni in cui si trovano. Primo e secondo tempo operano su fronti leggermente diversi: nel primo Crowford appare colpevole, si assiste alla fase processuale e dopodiché si intuisce che c'è qualcosa che non va; nel secondo si apre un altro capitolo del caso, il più catartico perché è il conclusivo. Ogni cosa viene messa al proprio posto e si hanno tutti i chiarimenti della faccenda. Solitamente alcuni film thriller o gialli lasciano insoluta qualche incognita della storia, oppure non forniscono speigazioni sufficienti. In questa pellicola si assise alla totale risoluzione, ragion per cui guardarla e seguirla fino in fondo risulta un'esperienza soddisfacente.
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