Opinione su Il morbo bianco - The white plague (Frank Herbert, 1982): Fantascienza, ma non troppo

Fantascienza, ma non troppo

5/5 30/11/2020

Vantaggi

storia molto interessante e profetica nelle dinamiche raccontate

Svantaggi

nessuno

Frank Herbert è conosciuto per la sua saga Dune, ma non sono affatto da sottovalutare altre sue opere di solito considerate minori e questo vale soprattutto per “Il morbo bianco” alla luce di quello che sta succedendo in questi mesi. Il titolo originale del libro è “The White Plague”, per la precisione letteralmente -La Peste Bianca-, diventato però Il morbo bianco, riferendosi a delle caratteristiche macchie di tale colore che si manifestano sulle vittime a partire dalle estremità, cioè mani e piedi. Tutto parte a Londra dove sono in vacanza gli O'Neill: il padre è rimasto nella camera d'albergo, mentre la madre è uscita coi figli per fare acquisti. Mentre l'uomo si affaccia alla finestra, ecco che con un colpo d'occhio vede moglie e figli che stanno attraversando la strada in mezzo alla folla, ma quello che li nasconde subito alla sua vista, è un'enorme esplosione (che si scoprirà opera dell'IRA irlandese)che fa strage e li uccide, tra gli altri. John O'Neill è un abile biologo molecolare che vive in Usa ma è originario proprio dell'Irlanda: nel momento dell'esplosione lo choc lo porta lentamente, nel corso delle settimane successive, a vivere una crisi fortissima come uno sdoppiamento della personalità Alla fine prevale la parte mutata e O'Neill ne esce come perfetto pianificatore e vendicatore, ma l'odio lo ha portato alla follia e studia un'operazione di livello mondiale terribile. Trasferitosi in Irlanda, crea un laboratorio nascosto e fornitissimo e qui crea un nuovo morbo, una peste che ha la caratteristica di avere come portatori sani gli uomini e di colpire con mortalità al 100% le donne. All'inizio O'Neill vuole colpire gli Irlandesi perchè hanno messo la bomba, gli Inglesi per aver calpestato gli Irlandesi e portato alla tensione che ha creato l'IRA ed infine i Libici per il supporto dato ai terroristi. Ma quello che fa gli sfugge dalle mani e l'epidemia esce ben presto dai limiti che O'Neill si era imposto per travolgere il Mondo in una pandemia globale. A nulla valgono i tentativi dei Governi di intervenire anche usando “Il fuoco della Paura” cioè esplosioni atomiche controllate per bruciare e fare tabula rasa di intere zone dove si sono formati i più ampi focolai; le donne continuano a morire e ben presto in molte località rimangono solo uomini, uomini allo sbando. Intanto i governi si sfaldano, gli Stato perdono valore, tutto si frammenta per ridursi a piccoli paesi che si scontrano con paura con altri piccoli paesi nell'aumento del terrore del vicino, mentre le ultime donne, ormai pochissime, vengono chiuse in posti segreti e sterili. Il romanzo è stato ritenuto per molto vera e propria fantascienza, ma con quello che sta succedendo, ha ripreso valore per la sua carica profetica e ci si chiede se non sia invece una fotografia di quello che è realmente successo in qualche laboratorio segreto, con l'unica differenza, forse, che l'operatore non sia una singola persona, ma qualche stato con delirio di onnipotenza.
opinione inserita da sheffield18
Questa opinione ti è stata utile?

Commenti

Ancora nessun commento.

Accedi per scrivere un commento.