Opinione su J. Edgar Hoover: La vita di Hoover
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La vita di Hoover
22/03/2020
Vantaggi
Ottima regia, ottimi attori
Svantaggi
Nessuno
Clint Eastwood riesce a rendere interessante ogni storia anche la vita di un uomo come J. Edgar Hoover. Il protagonista viene presentato in due ambienti diversi: la sua casa in cui vive con la madre e il quartier generale dell’FBI. Gli aspetti della sua vita vengono visti secondo due punti di vista: la difficoltà ad esprimere i suoi sentimenti e la meticolosità nel lavoro. Eastwood ci presenta Hoover in due tempi da anziano mentre detta le sue memorie e da giovane da quando a 22 anni inizia la sua ascesa nell’agenzia. Di lui capiamo subito che disprezza il padre, ma ha un amore morboso per la madre che guida la sua carriera. È ambizioso, meticoloso e con una grande passione per il metodo scientifico. Il film ci mostra i suoi due più grandi affetti la segretaria Helen Gance e il suo collega Clyde Tolson e la sua incapacità di vivere pienamente questi affetti. Nel film si accenna più volte ai suoi fascicoli segreti tanto temuti. Il film può non piacere per il personaggio e per gli aspetti che si è voluto mostrare a scapito di altri ma non per come è stato realizzato, per gli attori e per la fotografia. Non è mai lento, se si è almeno un po’ appassionati non è noioso. Non è esaltante, ma in fondo è una biografia. Anche questa volta Eastwood non mi ha delusa.
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