Opinione su La metamorfosi - Franz Kafka: guerra tra poveri
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guerra tra poveri
4/5 17/11/2019
Vantaggi
dinamiche familiari e sociali messe in rilievo da un'allegoria che calza
Svantaggi
lettura non adatta ai più piccoli e non se non si legge oltre la superficie
Un brutto mattino, il commesso viaggiatore Gregor Samsa, grande speranza per la sua indigente famiglia, composta da genitori e sorella minore, si sveglia trasformato in un gigantesco insetto. La prima immediata conseguenza è il fatto che Gregor non riesce a presentarsi al lavoro, scatenendo le ire del suo superiore e l'angoscia nella famiglia, che dipende in gran parte dal suo stipendio per tirare a campare. Anche l'istruzione di sua sorella, musicista in erba, dipende direttamente dallo stipendio di Gregor. Quando i familiari scoprono con orrore l'accadimento, panico e ribrezzo s'impossessano di loro. Soprattutto il padre prova ripugnanza per l'aspetto acquisito, chissà per quale motivo, da figlio e lo colpisce due volte, prima lanciandogli un bastone e poi una mela, ferendolo gravemente, in maniera da non farlo più uscire dalla sua camera. Soltanto la sorella mostra un minimo di compassione, pulendo regolarmente la stanza di Gregor e portandogli da mangiare. Ma una volta che trova lavoro, neppure lei finisce per occuparsi ulteriormente del fratello, che angosciato per essere divenuto unicamente un peso per la sua famiglia, decide di lasciarsi morire. La situazione finanziaria di genitori e sorella migliora una volta che Gregor non c'è più ed essi dimenticano perfino che sia mai esistito. Ritengo il romanzo di Kafka una sorta di allegoria di una guerra tra poveri, dove l'istinto di sopravvivenza e i timori dei costi sociali di fronte a un familiare di cui per questa o quella ragione ci si vergogna in pubblico, finiscono con l'avere la meglio sull'affetto, la fedeltà e la lealtà familiare. Non a caso, suppongo, il primo timore che nasce sin dall'inizio del romanzo è quello, se non proprio della perdita del lavoro di Gregor, quantomeno dell'incrinazione dei rapporti con il capo, il che ovviamente renderebbe l'impiego molto meno sicuro. La paura di un'improvvisa malattia è superata da quella della perdita finanziaria in una famiglia che non se la può permettere. L'allegoria del racconto di Kafka, mi sembra che abbia preannunciato i malesseri dei tempi moderni, quando oramai una malattia non desta più preoccupazioni in sè e per sè, ma inevitabilmente si trascina subito dietro l'angoscia per la perdita di capacità lavorative, del divenire un peso non soltanto per il proprio nucleo familiare, ma anche per l'intera società, non sempre ben disposta di fronte alle disabilità. Ne consiglio senz'altro la lettura, ma non la trovo adatta a tutti. Per lo meno non a tutte le fasce d'età (i bambini , specie i più piccoli, non riuscirebbero a entrare nell'ottica dell'allegoria e per loro sarebbe un'opera troppo pesante e ricolma d'angoscia ) e non se non si è disposti ad andare oltre la superficie.
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