Opinione su La ragazza che hai sposato - Alafair Burke: Un libro sui segreti e psicologico

Un libro sui segreti e psicologico

06/05/2020

Vantaggi

Un thriller contorto, avvincente e avvinghiante con qualche magagna che non toglie il gusto della lettura.

Svantaggi

non trovati


Se la Burke non avesse seguito le orme del padre, la vedrei benissimo come architetto. "La ragazza che hai sposato" (The Wife, “La moglie”, nell'originale inglese) è un libro sui segreti e sull'influenza che questi esercitano sulla psiche delle persone. Fin dove possiamo spingerci per prevenire la diffusione di informazioni col potenziale di distruggere la nostra vita?
All'apparenza, Angela e Jason Powell conducono un’esistenza stabile e privilegiata: vivono in una casa spaziosa, guidano una bella macchina, dispongono di un conto in banca all'ingrasso come un’oca da fois gras. Nell'idillio domestico si inserisce anche Spencer, il figlio adolescente di Angela ufficiosamente adottato da Jason.
Si sa che le apparenze abbagliano. Quando Jason, infatti, semina un commento inopportuno sul luogo di lavoro, la tempesta che scatena sotto forma di accuse di molestie sessuali da più fronti minaccia di scoperchiare le scappatelle accumulate e insabbiate in sei anni di “felice” vita coniugale. E come se non bastasse, alcuni giorni dopo la messa per iscritto delle accuse una delle vittime molestate scompare senza lasciare traccia.

Se anche Angela, da moglie fedele quale è, è disposta a concedere al marito il beneficio del dubbio della sua innocenza, non può dirsi altrettanto incline a lasciarsi inondare dalla luce dei riflettori mediatici ora tutti puntati su casa Powell, perché anche lei ha un segreto da difendere, un segreto che getta ombre cupe sulla sua persona; un segreto legato a un trauma del passato le cui conseguenze si riflettono ogni giorno nei suoi occhi, nella figura del foglio tredicenne. La persona che Angela si è cucita addosso per proteggersi dal mondo esterno rischia di sfaldarsi: deve proteggere questo segreto da occhi e orecchie indiscreti a qualunque costo, ma nutre anche un senso di lealtà nei confronti del marito, che è l’unico a conoscenza dei suoi drammatici trascorsi. Non vuole abbandonarlo nel momento di maggior bisogno, nonostante amici e parenti non dimostrino altrettanta condiscendenza. Cosa fare, allora?
Si deve riconoscere a Burke l’estrema bravura nel dosare i contenuti da dare in pasto a noi lettori. Eccelle nell'arte del depistaggio per mezzo del “non detto” e di risvolti e colpi di scena imprevedibili, coadiuvata da uno stile non sempre splendente (i personaggi parlano infatti con la stessa voce narrante), ma che assolve al dovere di tenere il lettore incollato fino all'ultima riga.
Dove si rivela debolina è invece nella caratterizzazione dei due coniugi protagonisti. Nel loro rapporto manca quell'intimità romantica che dovrebbe essere scontata nella vita matrimoniale. Burke racconta le circostanze del loro primo incontro, ma non dà ulteriori informazioni su cosa possa aver scatenato la scintilla fra di loro. Si amano, ma perché?

Jason ricalca lo stereotipo del riccone piacente che maschera l’olezzo di fedifrago sotto a una facciata smagliante e qualche spruzzata di Hugo Boss, mentre Angela ripercorre un po’ i canoni della moglie umile e fedele che sfora nell’ingenuità patologica. Il vissuto della sua adolescenza soffia sì una ventata di novità a spazzare via l’aria stantia del “già letto, già sentito”, ma dovrebbe anche infondere nel lettore un certo grado di partecipazione emotiva, aiutarlo a simpatizzare con lei. Mi sono ritrovata, invece, meno coinvolta di quanto avrei voluto, perché Angela dà l’aria di essere il tipo mansueto che fatica a imporsi e raramente le personalità passive sono tagliate per il ruolo di protagonista… ma poi c’è l’improvviso giro di boa delle ultime dieci pagine.
Questo si chiama barare! O no…?
Il finale è di quelli da far cascare la mascella, di quelli da puntare il dito verso l’autrice e gridare all’imbroglio, all'inganno, allo scandalo!
Burke manipola la nostra coscienza. Ci lascia tutto il tempo per giocare all'investigatore privato (Sarà lui? Sarà un altro? No, è la sedicente vittima che vuole incastrarlo! Eh, ma allora perché…? No, no, è stato lui. Sì, però… no, confermo. Ecco il colpevole!) e poi, solo poi, ci spiattella in faccia la versione accurata dei fatti.

Non c’è nessuna fregatura, c’è solo quel “non detto” che viene finalmente svelato. Il punto di vista di Angela, reso in prima persona, emerge allora come tutt'altro che onesto e trasparente. Mente, ma senza mentire davvero. Ho apprezzato molto questa capacità dell’autrice di mantenersi ambigua pur dando al lettore dettagli precisi. L’effetto che ne deriva è una Angela che smette di colpo la maschera della donna timida e tranquilla: a noi fa credere una cosa, lei ne fa un’altra. Il contrasto è forse troppo marcato, quasi incoerente, e sì, ha un che di disonesto. Ma è una disonestà che funziona.
E di più sullo snodo dell’intreccio non dirò, onde evitare spoiler.
Per concludere
Un thriller contorto, avvincente e avvinghiante con qualche magagna che non toglie il gusto della lettura.

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Altre opinioni degli utenti su La ragazza che hai sposato - Alafair Burke

  • fb-656
    opinione inserita da Silvia Bollini il 05/04/2020
    Avevo già letto altri libri della Burke e mi erano piaciuti, per cui avevo aspettative abbastanza alte anche per questo thriller ma stavolta sono rimasta molto delusa. Tutto nasce da uno scandalo: un ...
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    100%
    Tutto sommato più che un thriller pieno di colpi di scena, risulta un libro prolisso e prevedibile.
    ?????
  • els28
    opinione inserita da els28 il 13/01/2020
    La ragazza che hai sposato è un thriller molto avvincente e per nulla scontato, ricco di colpi di scena che non ti aspetti. L'autrice con i suoi precedenti libri aveva già dimostrato di essere brava i...
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    per nulla scontato
    nessuno