Pubblicata il 01/09/2026
Non consigliato “Esperienza Deludente scuola primaria Borso del Grappa”
Pessima gestione umana e pedagogica: un approccio rigido che penalizza i bambini
Da genitore (e da operatore del settore educativo) esprimo una profonda delusione per l'esperienza vissuta in questo plesso. Se sul piano dell'alfabetizzazione di base il servizio è formale, sul piano umano, empatico e pedagogico la gestione si è rivelata gravemente carente.
L'incapacità di comprendere la crescita emotiva dei bambini è palese: manifestazioni del tutto naturali per un alunno di 6 anni al suo primo vero confronto con i pari — come la risata, la vivacità o il desiderio di socializzare — vengono percepite quasi come "anomalie" da reprimere o da trattare come comportamenti problematici, anziché come tappe di uno sviluppo intelligenza-centrico da guidare con empatia.
La gestione del rapporto con le famiglie rispecchia la stessa rigidità. Durante un colloquio convocato con urgenza, l'accoglienza si è tradotta in una dinamica asimmetrica e direttiva: far sedere il genitore su un banchino da bambini di fronte a due insegnanti schierate a "commissione", con un atteggiamento che trasmette un senso di colpevolizzazione preventiva invece di cercare un'alleanza educativa paritaria. Anziché trovare maestre disposte a collaborare e ad ascoltare, ci si trova davanti a un approccio inquisitorio, dove il confronto sembra un interrogatorio e la vivacità del bambino un'inadempienza da correggere.
Probabilmente si aspettavano un genitore esecutore e remissivo; hanno invece trovato un padre e un professionista conscio dei diritti dei minori, che sa perfettamente cosa serve per una crescita sana e cosa no. Questa esperienza è stata talmente negativa da spingermi a valutare seriamente l'ipotesi dell'Istruzione Parentale. Struttura fortemente sconsigliata a chi cerca per i propri figli un ambiente educante basato su rispetto, intelligenza emotiva e reale comprensione dell'infanzia
Da genitore (e da operatore del settore educativo) esprimo una profonda delusione per l'esperienza vissuta in questo plesso. Se sul piano dell'alfabetizzazione di base il servizio è formale, sul piano umano, empatico e pedagogico la gestione si è rivelata gravemente carente.
L'incapacità di comprendere la crescita emotiva dei bambini è palese: manifestazioni del tutto naturali per un alunno di 6 anni al suo primo vero confronto con i pari — come la risata, la vivacità o il desiderio di socializzare — vengono percepite quasi come "anomalie" da reprimere o da trattare come comportamenti problematici, anziché come tappe di uno sviluppo intelligenza-centrico da guidare con empatia.
La gestione del rapporto con le famiglie rispecchia la stessa rigidità. Durante un colloquio convocato con urgenza, l'accoglienza si è tradotta in una dinamica asimmetrica e direttiva: far sedere il genitore su un banchino da bambini di fronte a due insegnanti schierate a "commissione", con un atteggiamento che trasmette un senso di colpevolizzazione preventiva invece di cercare un'alleanza educativa paritaria. Anziché trovare maestre disposte a collaborare e ad ascoltare, ci si trova davanti a un approccio inquisitorio, dove il confronto sembra un interrogatorio e la vivacità del bambino un'inadempienza da correggere.
Probabilmente si aspettavano un genitore esecutore e remissivo; hanno invece trovato un padre e un professionista conscio dei diritti dei minori, che sa perfettamente cosa serve per una crescita sana e cosa no. Questa esperienza è stata talmente negativa da spingermi a valutare seriamente l'ipotesi dell'Istruzione Parentale. Struttura fortemente sconsigliata a chi cerca per i propri figli un ambiente educante basato su rispetto, intelligenza emotiva e reale comprensione dell'infanzia

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