Opinione su L'attimo fuggente: didattica non convenzionale
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didattica non convenzionale
4/5 28/08/2019
Vantaggi
ha fatto storia, valore letterario
Svantaggi
tematiche complesse, dunque non adatto a bimbi piccoli
Questo film lo ricordo in primo luogo per avere segnato la mia primissima visita a un cinema. Ero allora alle scuole medie e mi ci aveva portato una cara amica di mia mamma. Il professor Keating è un insegnante poco convenzionale che viene assunto in un collegio maschile. Contrariamente alle norma curriculari del preside, insegna agli studenti a seguire le proprie vocazioni e vivere la poesia e le arti anzichè la logica di mercato che famiglie e dirigenti scolastici si aspettano. Le conseguenze tragiche purtroppo non si fanno attendere: intimoriti dalle congiunture finanziarie (il film è ambientato nel 1959, un'epoca in cui a troppi ancora bruciano la conseguenze del famigerato crollo del 1929), genitori e preside preferiscono per gli alunni un percorso di studi che, appena terminato, risulta accettabile per il mercato, garantendo occupazione, anzichè l'estrema incertezza (che purtroppo il più delle volte conduce alla fame) delle carriere artistiche. E così va a finire che un alunno si suicida perchè il padre gli impone gli studi di medicina, mentre il ragazzo preferisce recitare nei teatri. Ovviamente il preside incolpa il professor Keating, che avrebbe messo grilli in testa ai ragazzi, mettendoli pure contro le famiglie. Il professore viene licenziato, ma gli alunni, oramai affezionati all'insegnante e ai suoi metodi, si accomiatano da lui con un commovente saluto e l'oramai famoso appellativo "capitano, mio capitano". Che dire, si tratta di un film che dà molta enfasi alla vena artistica e infatti la seconda tematica centrale, dopo la prima del "seguire la propria preferenza anzichè la logica di mercato", consiste nella "società dei poeti estinti", un'organizzazione studentesca di stampo artistico ripresa dagli alunni di Keating (poi sciolta dal preside in seguito al tragico evento del suicidio dell'alunno). L'interpretazione, a pare mio, si può rivelare parecchio variabile, a seconda della condizione socio-economica del momento e del luogo. Quando il film uscì, suonava a mo' di polemica contro genitori e dirigenti scolastici autoritari, secondo i quali l'arte è superflua e sacrificabile "al vil denaro" senza batter ciglio. Ma sia l'America che l'Europa si tovavano nel miglior momento economico, quando il film uscì. Al giorno d'oggi, invece, date austerità forzata e congiunture finanziarie (specie in Europa) delle quali non si vede il fondo, l'atteggiamento del "cogliere l'attimo" ha tutt'altro significato, vale a dire "meglio l'uovo oggi che la gallina domani". Dove per uovo s'intende il non lasciarsi scappare l'opportunità lavorativa (che immancabilmente si presenta quando il percorso di studi atto a perseguire la carriera dei propri sogni si trova ancora a metà) che per essere acchiappata ovviamente implica l'abbandono dei sogni nel cassetto dal futuro incerto. Ognuno dunque interpreterà L'attimo fuggente a seconda delle circostanze, perchè la tematica si presta molto bene a più variabili. Certo, permane la negatività dell'atteggiamento autoritario di genitori e istituzioni, ma se vogliamo essere pratici, non sarà certo una mera didattica non convenzionale a rivelarsi risolutiva, in assenza di mezzi concreti da fornire agli alunni per rendersi davvero economicamente indipendenti. Quanto al consigliare il film, senz'altro, soprattutto per aver fatto storia. Adatto a tutti, però, forse no, meglio a partire da una certa età che consenta prese di posizioni critiche, dunque non bimbi piccoli.
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