Opinione su L'ibisco viola - Chimamanda Ngozi Adichie: Un ibisco come libertà
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Un ibisco come libertà
5/5 07/04/2018
Vantaggi
riflessione e commozione
Svantaggi
non ne trovo
Libro forte intenso potente, un capolavoro che arriva dalla Nigeria, “L’ibisco viola” ci trasporta in un mondo che non conosciamo affatto e di cui vediamo solo, tra disprezzo e pietà, gli emigranti in fuga: la storia è quella di Kambili che parla in prima persona e descrive il suo piccolo e protetto mondo e il modo in cui si infrange costringendola a diventare adulta di colpo. Kabili vive in un villaggio della Nigeria insieme al fratello Jaja (con cui si capiva con il linguaggio degli occhi), la madre e il padre Eugene: la famiglia è cattolica, va sempre a Messa e il padre è uno degli abbienti del Paese in quanto possiede diverse fabbriche e un giornale. Ma l’apparenza di famiglia perfetta e senza problemi cade quando si va un po’ all’interno: Eugene è un cattolico fondamentalista e per lui qualunque cosa è un peccato, persino parlare col vecchio padre che definisce “pagano” e che consente ai figli di vedere solo per 15 minuti ogni tanto. Ma la follia di Eugene aumenta fino a cominciare a picchiare sempre più prima la madre che diverse volte per questo abortisce e poi i figli con punizioni che sono chiaramente sadiche. Ma tutto cambia quando prima della Pasqua di quell’anno la sorella del padre, la zia Ifeoma (con 3 figli) docente universitaria nel Paese vicino riesce a far andare i ragazzi a casa sua per una vacanza, la sua casa con un giardino ricco di ibischi viola in fioritura che profumano di libertà e allora… Lo stile è potente e ricco di una sensibilità femminile e delicata che ci presenta un mondo in continuo (e violento) fermento politico, pieno di violenze, ma ricco di cultura e di speranze: consigliattissimo.
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