Opinione su Lolly Willowes o l'amoroso cacciatore - Sylvia Townsend Warner: Un anima complessa
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Un anima complessa
05/05/2020
Vantaggi
non facile da leggere ma molto bello
Svantaggi
personalmente non trovati
Inghilterra anni Venti. Dopo la morte del padre la ventottenne Lolly Willowes lascia controvoglia la campagna in cui è vissuta fino ad allora per trasferirsi a Londra con il fratello maggiore e il resto della sua famiglia. Per anni conduce una vita monotona e tranquilla che alimenta piano piano l’inquietudine senza nome che la tormenta. Un giorno, seguendo un istinto improvviso e irresistibile, decide di andare a vivere da sola in un remoto villaggio di campagna. Qui, immersa nella natura e a contatto con i bizzarri ma gentili abitanti del luogo, scopre di essere una strega, e dopo un Sabba e l’incontro con il diavolo, ben diversi dalle aspettative, capisce fino in fondo il vero potere delle donne come lei: il desiderio e la capacità di vivere libere da ogni restrizione e convenzione. L’elemento fantastico, a tratti sognante dei romanzi della Townsend Warner – ingrediente che arricchisce l’atmosfera donandole una verve inedita, ammiccante eppure innocente allo stesso tempo – contribuisce ad accentuare il livello satirico della storia e la sua potenza politica e sociale. Le donne di Sylvia sono, da un certo punto in poi della narrazione, donne che con un coraggio manifesto ma inconsapevole puntano i piedi e ottengono ciò che vogliono. Mai capricciose, sempre determinate, fintamente accomodanti, Laura e Sukey rivendicano una specie di prototipo della “stanza tutta per sé” – con un anticipo di tre anni sui tempi woolfiani per quanto riguarda “Lolly Willowes” – ribellandosi al loro status quo; Lolly, nello specifico, rifiuta in blocco la famiglia di origine e rifiuta soprattutto di essere definita in base alle relazioni con gli uomini: non vi è dipendenza dall’altro sesso, anzi, c’è piuttosto l’intenzione di conquistare il potere con tutti i mezzi a disposizione, legittimi e non, cosa che spinge ancora di più Laura, nella parte finale del romanzo, a mettersi in gioco – anche grazie a un confronto definitivo con Satana in persona. Le storie di Sylvia Townsend Warner non sono che forti dichiarazioni d’identità, supportate da una penna colta e ricercata, magica nella sua ironia e nella sua (mal) celata sfacciataggine, in cui l’ingrediente che ricorre e che lega i percorsi di tutte le eroine è quello della natura. Da buona strega quale qualcuno credeva che realmente fosse, la Townsend Warner lascia che i suoi personaggi vaghino in territori selvaggi e desolati, ricchi di alberi, cespugli, erbe aromatiche e velenose, terreni silenziosi, non addomesticabili a cui rivolgersi con rispetto e timore. Il cuore aspro della natura è il riflesso delle personalità di Lolly e Sukey, il riverbero del loro incontenibile bisogno di sovversione. Un romanzo moderno, poetico e divertente, dal messaggio incantato e sottilmente rivoluzionario.
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