Opinione su L'onore e il rispetto: Una serie che non ho dimenticato per niente⁹
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Una serie che non ho dimenticato per niente⁹
3/5 04/06/2019
Vantaggi
Trama, ambientazioni, cast, molti colpi di scena
Svantaggi
Linguaggio forte, scene molto violente
La serie televisiva italiana L'Onore e il Rispetto è andata in onda per diversi anni in prina serata su Canale 5. Era iniziata nel 2006 e l'ultimo capitolo, il quinto, è terminato nel 2017. Le stagioni complessive sono dunque cinque e tutte hanno sei episodi, ad eccezione dell'ultima, che ne ha otto. Ho seguito ogni episodio con molto trasporto e di recente ho potuto riguardarla dal principio perché la stanno trasmettendo nei weekend su La5. La serie, perlopiù di stile drammatico, narra una storia che affonda le sue radici nella mafia siciliana. Il protagonista è Tonio Fortebracci, interrpetato da Gabriel Garko. Con il susseguirsi delle delle stagioni, sono arrivati nuovi attori, alcuni dei quali anche internazionali (basti pensare a Erik Roberts e a Bo Derek). A partire dall prima stagione viene mostrata la vita e l'ascesa del personaggio nei clan più illegali e loschi nella sua terra. Sin da subito vengono proposti vari personaggi, tra cui i familiari di Tonio e tutti coloro che diverranno amici e nemici. Ben presto, con l'evolversi delle situazioni, subentreranno altre famiglie mafiose, altri intrecci amorosi e altri affari che vanno contro la legge. Tonio è il vero cardine di ogni stagione perché è lui che, con la sua tempra possente e con i suoi dolori e tormenti dovuti alle sofferenze subite, dovrà tentare di fronteggiare i problemi che la sua vita gli procura. È un personaggio astuto, bello e dannato, temerario, spietato ma anche estremamente passionale. Tutte queste caratteristiche aprono le porte a vicende sempre intrigani. In ciascun capitolo della serie si assiste allo sviluppo di una nuova trama di base, sempre con l'entrata in scena di nuovi personaggi, siano essi antagonisti o coprotagonisti. Eppure, ogni episodio finale lascia la vicenda in sospeso per poi riprenderla nella serie successiva. Questo garantisce l'evolversi naturale della storia e pertanto si ha una panoramica a 360 gradi della vita dei personaggi. Questa serie mi è piaciuta molto perché ha una narrazione densa e un ritmo serrato. Si ha uno sguardo approfondito delle cosche mafiose e delle loro radici in diverse zone d'Italia e anche all'estero. Ambientata intorno agli anni Sessanta, ha tutte le caratterizzazioni necessarie per rappresentare bene quell'epoca. Il dialetto siciliano è una costante e lo sono anche le scene di sesso o quelle di violenza, talvolta brutale e che non lesina su sangue e sofferenza. La crudeltà di alcune scene è impressionante ed è per questo non è affatto indicata per i più piccoli o per quelli che non apprezzano il genere. È altresì fondamentale seguire molto bene ogni episodio perché trame e sottotrame si evolvono sempre e con intrighi non scontati. Tra tradimenti, colpi di scena multipli, piani per aggirare la giustizia o le talpe dei gruppi, non c'è mai un velo di noia. Ho apprezzato molto anche il fatto che ciascuna stagione si è concentrata su storie sempre differenti, garantendo attori e vicende sempre nuovi e imprevedibili. Nel complesso, credo che sia una serie ben concepita e portata a termine, godibile appieno se la si vede dal primo all'ultimo epidosio per una questione di completezza e per capire l'epilogo di tutta l'epopea che ha interessato la vita folle e senza tregua di Tonio.
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