Opinione su Mediterraneo (film): Una commedia sulla guerra e sull'evasione
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Una commedia sulla guerra e sull'evasione
5/5 09/09/2017
Vantaggi
Divertente e intelligente
Svantaggi
Nessuno
Mediterraneo di Gabriele Salvatores è un film del 1991 che ancora oggi merita di essere visto. I protagonisti sono un gruppetto di soldati squinternati che combattono, nel 1941, per l'Italia fascista. Quando vengono mandati in Grecia per impedire l'avanzata dei nemici iniziano i guai, provocati poco dal nemico e molto da loro stessi. Riescono persino a sparare a Silvana, l'asina che li accompagna, e a danneggiare la radio ricetrasmittente che è il loro unico contatto con il mondo. A quel punto si ritrovano isolati in uno sperduto paese greco, nel quale si ambientano fin troppo bene. Tre anni dopo, scoprono da un pilota italiano capitato lì che le cose in Italia sono profondamente cambiate. Adesso quindi ognuno segue il suo destino: che chi rimane, chi torna in patria, e chi dopo il rientro in Italia, anni dopo sceglie di ritornare in Grecia, deluso da come vanno le cose in madrepatria. Mediterraneo è un film che vale la pena vedere perché è divertente come commedia e al medesimo tempo ha un piano di interpretazione ben più profondo. Ci mostra i soldati non soldati, sicuramente la maggior parte nella realtà, che combattono perché devono e non certo per vocazione. (Tranne uno, interpretato da Abantantuono, che rimarrà poi più deluso degli altri dal periodo post bellico.) Il tema di fondo però è la fuga, intesa non solo in senso geografico ma esistenziale. Il messaggio di Salvatores non pare ottimista: la fuga non porta felicità. A me Mediterraneo è piaciuto molto, sia al cinema quando è uscito che rivederlo recentemente in tv. Fra i premi vinti dalla pellicola, l'Oscar nel 1992 come miglior film straniero.
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