Opinione su Nella mente del serial killer -Renny Harlin: Messi a dura prova
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Messi a dura prova
5/5 19/03/2018
Vantaggi
tensione e curiosità
Svantaggi
nessuno
Non avevo mai visto il film “Nella mente del serial killer” del regista Renny Harlin del 2004 e devo dire che ne sono stata davvero trascinata: la trama è coinvolgente e gli attori sono bravissimi. Tra di loro mi sono piaciuti in particolare Kathryn Morris (vedi Cold Case) e un giovanissimo, quasi irriconoscibile Jonny Lee Miller (lo Sherlock di Elementary). La storia è la classica “camera chiusa” di Agatha Christie: in un ambiente da cui non entra e non esce nessuno, cominciano a morire delle persone, sì che nessuno si fida più degli altri e l’indagine comincia mentre paura e tensione crescono. In questo caso, un istruttore molto particolare dell’FBI decide per l’ultimo test di un corso di profiler di portare i suoi 7 agenti su un’isola deserta dove normalmente si allenano gli operativi della Marina. C’è solo un villaggio costruito ad hoc, manichini che possono alzarsi e muoversi come in un videogioco e una vecchia fabbrica dismessa in cui c’è la base operativa. Lasciati soli, i 7 entrano in un terribile loup, scandito dal ritrovamento di orologi che indicano l’ora in cui uno (o più di uno) di loro dovrà morire in una terribile e inimmaginabile trappola. Le scene sono interessanti e le trappole tali che fanno aumentare al massimo la tensione, film assolutamente da vedere.
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