Opinione su Paolo Rossi: Mitico Pablito
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Mitico Pablito
4/5 08/01/2016
Vantaggi
Goleador implacabile
Svantaggi
Fisico non irresistibile
I più giovani ricordano gli ultimi Mondiali vinti dall'Italia nel 2006, con Cannavaro che alza al cielo l'ambita coppa. Per coloro, invece, che hanno qualche anno in più, il Mondiale per eccellenza è quello vinto nel 1982, in occasione del quale gli azzurri annichilirono i favoritissimi brasiliani e i campioni uscenti argentini. Simbolo di quell'impresa è stato Paolo Rossi, soprannominato da allora "Pablito", capocannoniere del torneo e vero trascinatore della Nazionale con in panchina Enzo Bearzot. Quell'exploit gli valse anche il Pallone d'Oro. La sua tripletta al Brasile di Zico, Falcao e Socrates rimane una delle pagine più belle della storia del calcio italiano. Esploso nelle file del L.R. Vicenza, passa prima al Perugia e poi alla Juventus. Coinvolto nello "Scandalo scommesse" del 1980, rientra dopo la squalifica di due anni proprio poco prima dei Mondiali spagnoli. Enzo Bearzot credendo nel proprio pupillo lo lancia titolare contro le feroci proteste dell'opinione pubblica. Dopo un girone preliminare deludente, Pablito ripaga la fiducia e segna gol a raffica. Tre al Brasile, due alla Polonia in semifinale e uno nella vittoriosa finale contro la Germania. Il suo momento d'oro si protrae anche nella Juventus ancora per tre stagioni. Vince 2 scudetti ed una Coppa Campioni, prima di avere i primi problemi alle ginocchia che lo porteranno ad un precoce ritiro appena trentenne. Vero animale dell'area di rigore, ha sempre avuto un fiuto del gol incredibile ed una buona padronanza tecnica. Piccolo e leggero, non ha mai fatto della potenza una sua arma vincente. Si è tolto la soddisfazione di partecipare per la terza volta ai Mondiali nel 1986, pur non scendendo mai in campo.
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