Opinione su Pochi inutili nascondigli - Giorgio Faletti: 7 racconti uno tira l'altro
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7 racconti uno tira l'altro
12/05/2020
Vantaggi
splendido
Svantaggi
personalmente non trovati
Questa è una raccolta di sette storie brevi ma intense che il compianto e bravissimo Faletti ci ha lasciato; in essi, egli ci regala sette spaccati e sette protagonisti diversi l'un dall'altro, con contesti di vita differenti, che però hanno in comune una cosa fondamentale ed inquietante: il sentimento d'angoscia provato in presenza di ciò che non riescono a spiegare, a identificare con la ragione... ma che pure c'è, e queste presenze malevoli e funeste, pur provenendo da un "mondo" fantastico, che non appartiene alla vita vera, reale, a ciò che è normale e ragionevole, spiegabile scientificamente, hanno in verità fin troppa consistenza, e quando fanno la loro comparsa nella vita delle persone presenti in questi racconti, hanno su di essa un impatto tutt'altro che irreale e illusorio... Alcune di queste storie son più brevi di altre ma tutte, a modo loro, vogliono ricordarci qualcosa: in ognuno di noi c'è una zona d'ombra, una parte oscura, che teniamo ben nascosta e che gli altri non conoscono, perchè se la conoscessero fuggirebbero inorriditi; è una parte di noi a volte marcia, altre volte semplicemente debole, altre ancora avida e superficiale..., fatta eccezione per "La ragazza che guardava l'acqua" in cui al centro non v'è un essere umano, e infatti in esso non c'è un lato cupo ma solo gentilezza e bellezza interiore, che stonano con l'aspetto esteriore che è mostruoso. Inevitabilmente a unirli sono quindi sentimenti e stati d'animo negativi: la malinconia, una tristezza mortale, l'egoismo, l'arroganza, e soprattutto la paura, il terrore che proprio ciò che si teme possa assumere a un tratto contorni ben definiti, e aggredirci senza che noi possiamo riuscire a scappare, a salvarci. Io che non ho un amore sviscerato per i racconti, ho trovato questi di Faletti sicuramente coinvolgenti, ben scritti, molto piacevoli e scorrevoli, capaci di creare nella mente del lettore immagini vivide di ciò che è descritto e facendoci provare le emozioni dei personaggi; confesso di aver trovato un paio di essi troppo brevi e mi sarebbe piaciuto che fossero meglio sviluppati e non interrotti con finali pure un po' scontati (mi riferisco nello specifico a Spugnole e Graffiti), ma nel complesso non posso che apprezzare lo stile e la forza narrativa di questo scrittore che ci ha lasciato troppo presto e che sicuramente ci avrebbe regalato ancora tante storie emozionanti.
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