Trio - Dacia Maraini

Esperienza condivisa dalla community di Opinioni.it

2,0/5Pubblicata il 24/09/2020
Valutazione indecisa

“Un Trio poco convincente”

VantaggiUn libro epistolare tra le due protagoniste, Agata e Annuzza, che si scrivono a vicenda non potendosi incontrare a causa della peste. Condividono lo stesso uomo che rafforza la loro amicizia.
Svantaggiil romanzo epistolare (meglio sarebbe definirlo racconto) è povero di contenuto e scritto in uno stile scialbo, molto lontano da quello delle precedenti opere della scrittrice.
Questo breve romanzo (112 pagine) non mi è piaciuto. E probabilmente la mia è una voce fuori dal coro, perché ci sono recensioni positive e articoli che esaltano questa storia di un’amicizia tra due donne, più forte dell’epidemia di peste che le ha separate e dell’amore che provano per lo stesso uomo. Due le motivazioni della mia delusione: non c’è la ricostruzione storica cui la scrittrice mi aveva abituata in ‘Marianna Ucria’ -forse è comprensibile vista la brevità del libro, quindi di storico c’è solo l’accenno alla peste del 1743 - e ho trovato assolutamente inverosimile il triangolo amoroso Agata-Girolamo-Annuzza. Girolamo è sposato con Agata con la quale ha avuto una figlia, ma è innamorato ricambiato dalla migliore amica della moglie, Annuzza. Agata conosce tutto ciò, ma non rinuncia né al marito, poiché lo ama ed è il padre della sua bambina, né all’amica con la quale condivide ricordi di infanzia. Una situazione troppa idealistica, troppo forzata. L’ acme del paradosso è alla fine del libro, quando Agata scrive ad Annuzza che nella precedente lettera le aveva chiesto aiuto nel cercare un bravo marito cosicché possa finalmente dimenticarsi del bel Girolamo, marito di Agata. Tutto il breve romanzo gira su questo argomento due donne innamorate dello stesso uomo bellissimo come un dio, soggiogato dalla sua stessa bellezza. Sullo sfondo di questa storia una epidemia con tanto di corpi abbandonati senza il conforto dei familiari, fosse comuni, lazzaretti sovraffollati, clima di incertezza, paura per chi viene dal paese vicino...solo che siamo a Messina, nel 1743.

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