Uomini e topi - John Steinbeck

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Pubblicata il 19/05/2016
Consigliato

“Uomini e topi: un omicidio "per pietà"”

VantaggiPossibilità di comprendere un pezzo di storia americana e di apprezzare le doti umane di un grande scrittore
SvantaggiNessuno
Steinbeck è a mio parere uno scrittore che seppe ben rappresentare non soltanto profondi sentimenti umani di amicizia e fraternità, ma anche ampi disegni della storia americana degli anni '30. "Uomini e Topi" è infatti ambientato nell'America della "Great Depression", la grande depressione economica che letteralmente sconvolse gli assetti sociali, provocando la prima grande disoccupazione di massa negli Stati Uniti, e spingendo molte persone a girovagare per gli States alla ricerca di un lavoro sia pur salturario. Ed ecco che, in questa temperie socio-economica, Steinbeck ci rappresenta le vicissitudini di due amici, George e Lennie. Il primo è un uomo profondamente sensibile, che, alla ricerca di un lavoro qualsiasi, si porta dietro Lennie, un ragazzo dalla forza spaventosa, ma che non sa controllare per via di un ritardo mentale. I due, nella loro "ricerca" disperata di lavoro, arrivano in una fattoria dove il padrone, Curley, offre loro l'occasione di guadagnare qualcosa. Curley aveva anche una bella moglie, la quale mostrava però una forte ed evidente insofferenza per la vita di campagna, e desiderava andarsene in città. Data la gelosia di Curley, George cercava di stare alla larga da lei, e tentò in tutti i modi di convincere anche il suo forzuto amico di fare altrettanto. Lennie seguì ( fin che poté) i consigli dell'amico, ma fu in qualche modo irretito dalla "famosa" moglie del padrone. I due, un giorno, si misero a chiacchierare insieme, e Lennie, incapace, come dicevamo, di misurare la sua forza erculea, "accarezzando" (a modo suo) il cagnolino, in pratica lo ammazzò. La donna prese in qualche modo ad agitarsi, e Lennie, nel tentativo di calmarla e di farla star buona, ammazzò (involontariamente) anche lei. Lennie, preso dal terrore, si dette alla macchia. Quando Curley s'accorse del tragico fatto, radunò tutti i suoi uomini, dando inizio ad una spietata caccia all'uomo, e con il desiderio di far pagare un prezzo molto salato all'omicida di sua moglie. Anche George partecipò alla "battuta di caccia", ma con tutt'altri intendimenti: il suo scopo era quello di trovare l'amico "prima" di Curley, ben sapendo quale fine atroce avrebbe fatto Lennie se fosse stato catturato dagli uomini di Curley. George, infatti, riesce a trovare Lennie prima degli altri: discorre un po' con lui, lo distrae, e, all'improvviso, con un colpo secco, lo ammazza. Il gesto, come fa ben intendere Steinbeck, è estremamente "pietoso": George uccide l'amico risparmiandogli le torture terribili alle quali Curley, assetato di vendetta, l'avrebbe sottoposto. Così, sullo sfondo della grande tragedia economica americana, si consuma anche la tragedia di Lennie e di George, uomo "pietoso" fino "alla morte", potremmo dire, perché egli seppe dare l'"eutanasia" al suo sventurato amico. Gran romanzo questo di Steinbeck, oggi come ieri un vero e propro "mostro sacro" della grande letteratura americana, che seppe esprimere talenti come quello, impareggiabile, di Edgar Allan Poe.

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