Opinione su Vivere, amare, capirsi - Leo Buscaglia: Vivere, amare, ripetersi
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Vivere, amare, ripetersi
3/5 17/04/2018
Vantaggi
alcuni spunti interessanti
Svantaggi
ripetitivo
Avevo sentito nominare vagamente Leo Buscaglia, ma non l'avevo mai letto fino all'estate scorsa quando mi è capitato per le mani il suo libro "Vivere, amare, capirsi". Ho così affrontato lal lettura di questo docente universitario italo-americano. "Vivere, amare, capirsi" è stato pubblicato negli anni Ottanta ed è un testo in cui l'autore racconta soprattutto esperienze personali di uomo e insegnante. Buscaglia ci presenta la sua famiglia e il suo lavoro di docente, il suo rapporto con gli studenti, soprattutto alcuni che l'hanno colpito profondamente. Il volume è fatto soprattutto di aneddoti, con cui lo scrittore vuole promuovere il valore dei sentimenti, dell'amore inteso in senso lato: verso il compagno di vita, gli amici, i figli, l'umanità. Come insegnante Buscaglia è stato decisamente fuori dagli schemi: non amava stare in cattedra in modo tradizionale, ma cercava un contatto non convenzionale con i suoi allievi. Non gli interessavano infatti le formalità, era allergico all'ipocrisia, ma cercava di trasmettere la necessità di avere un contatto umano reale con gli altri, di comunicare davvero, di non aver paura di mostrare i propri sentimenti. Tutto questo è apprezzabile, ma ovviamente non è particolarmente originale per chi abbia letto altri libri di psicologia o riviste specializzate. Inoltre un altro limite dell'autore è quello di ripetersi troppo. Infatti tende a ribadire lo stesso concetto per più capitoli, per cui il libro risulta a tratti noioso. Lo stile è chiaro e alcuni spunti sono validi, ma non mi ha entusiasmato.
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