Opinione su 400 Days: Simulo o son desto?
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Simulo o son desto?
18/03/2020
Vantaggi
finale interessante
Svantaggi
noioso all'inizio
Si tratta di un film del 2015 appartenente al genere Science Fiction. La trama in apparenza piuttosto semplice si fa più interessante verso la fine. Un gruppo di 4 astronauti deve portare a termine una simulazione nella quale sono costretti a stare per ben 400 giorni in una navicella sottoterra. Dopo pochi giorni viene annullato ogni contatto con il mondo esterno e non hanno più la possibilità di sapere cosa succede fuori. La situazione resta nel complesso stabile fino ai 200 giorni circa, ma ben presto le cose si complicano ed i personaggi iniziano ad avere allucinazioni e a fare i conti con i loro mostri interiori, comportando anche delle scariche di aggressività da parte di alcuni. Giunti quasi al termine della missione, ci sarà l’intrusione di un individuo e la scarsità d’ossigeno a turbare il loro ormai flebile equilibrio psico-fisico. Decidono quindi di uscire e faranno una scoperta sconcertante: il pianeta terra non è più lo stesso, non c’è più il sole ed i sopravvissuti di un vicino paese cercano di ucciderli. Ho trovato questo film molto piatto fin oltre la metà della sua durata, difatti è proprio la fine che mi ha entusiasmata di più, nell’indecisione tra simulazione e realtà. Considero ottima la trovata del regista negli ultimi 5 minuti, in cui un video dichiara terminata la simulazione ed il portellone della navicella si apre lasciando entrare quella che sembra luce solare, lasciando così un grosso interrogativo in sospeso.
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