Opinione su Ad Astra (James Gray- 2019): Verso le stelle più lontane...
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Verso le stelle più lontane...
29/09/2019
Vantaggi
storia interessante a due livelli
Svantaggi
concentrazione e introspezione, poca azione
Ho atteso con grande interesse l’uscita nelle sale del nuovo film del regista americano James Grady, presentato per il Festival di Venezia 2019 con argomento fantascientifico ed interpretato da Brad Pitt. Il titolo è già molto significativo in quanto Ad astra (verso le stelle) è la prima parte di una famosa frase latina che si conclude con Per aspera (cioè attraverso le difficoltà, le asperità). La storia si svolge praticamente su due livelli: uno esteriore in cui il Maggiore Roy McBride viene inviato nello spazio più profondo, verso Nettuno, per rintracciare e risolvere un problema di anomalie che stanno minacciando la Terra e che sembrano essere causate dalla vecchia missione per cui era partito il padre quasi 30 anni prima. Roy parte, ma in realtà quello che viene alla luce nell’incontro con l’anziano genitore, è il difficile rapporto che ha regolato la vita della famiglia e che diventa il vero centro di questo film che è poca azione, ma tanta introspezione e meditazione e che fa parte della Fantascienza più vicina a 2001 Odissea nello spazio. Ottimi gli interpreti,in particolare Brad Pitt, il figlio, e Tommy Lee Jones, il padre. Per me consigliatissimo.
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