Pubblicata il 09/05/2019
Non consigliato “Ring mediatico che incita alla rissa”
VantaggiTratta temi di attualità
SvantaggiCaotico, si cerca sempre la rissa tra gli ospiti, la conduttrice interrompe qualsiasi intervento più lungo di 15 secondi
Con l'avvento sempre più deciso di internet, c'è da augurarsi che i programmi televisivi come Agorà scompaiano gradualmente. Il formato del talk-show politico è oramai antidiluviano, con gli ospiti che sistematicamente parlano uno sopra l'altro e ripetono come papere impazzite "mi lasci finire, io non l'ho interrotta, lei non mi deve interrompere" o starnazzano a ripetizione "vergogna, si deve vergognare, ha perso un'occasione buone per tacere". La conduttrice finge di stizzirsi di fronte a questi inevitabili (e pre-orchestrati) scenari, ma in relatà li fomenta, interrompendo ad arte qualsiasi riflessione più lunga di 15 secondi e trasformando lo studio in un ring. Dove chi urla di più o chi zittisce l'avversario politico di turno vince. O almeno così crede. In realtà, si tratta di un format che poteva funzionare 20 anni fa, ma che ormai risulta stucchevole e patetico. Qualsiasi spettatore dotato di senno è spinto a cambiare canale dinanzi a questo insulto all'intelligenza e alla sensibilità, per cui non capisco come questa insulsaggine possa ancora essere trasmessa. Ah, dimenticavo, si tratta del canale pubblico. Peccato.

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