Opinione su Blue Jasmine: Il grande Woody colpisce ancora

Il grande Woody colpisce ancora

4/5 03/05/2020

Vantaggi

grande cast ottimo regista

Svantaggi

personalmente non trovati

Il mondo ideale di Jasmine è crollato. Facoltosa moglie di Hal, uomo d'affari di successo, trascorreva le sue giornate a New York tra pilates e beneficenza. Ora Hal si è rivelato un truffatore, così lei è sola, al verde e costretta a trasferirsi a San Francisco dalla sorella che ha sempre disprezzato, l'umile cassiera Ginger. Riuscirà a rialzarsi? Blue Jasmine è uno dei film più spietati che Woody Allen abbia mai realizzato. Se si sopporta una superficie piuttosto schematica, con una contrapposizione ricchi/poveri che taglia fuori una più comune borghesia, si scopre un personaggio, Jasmine, che è l'efficace ed estrema incarnazione di uno specifico tema alleniano: il vuoto etico totale. Se l'oftalmologo Judah di Crimini e misfatti o l'arrampicatore Chris di Match Point si trovavano di fronte a scelte, rifiutando dei valori che per lo meno riuscivano a vedere, Jasmine è lo stadio di annullamento successivo. In uno stato mentale precario, manca persino di una visione oggettiva di se stessa, incontrando in Cate Blanchett un'interprete perfetta: sgradevole, insopportabile, ridicola e patetica, senza sconti. Jasmine ha difficoltà a ricostruirsi perché non si è mai costruita, interrompendo la sua crescita interiore in favore di una scalata sociale affidata a suo marito, in altre parole - come sembra suggerire Allen - alla corrente del caso, non alla volontà. L'assoluta precarietà emotiva su cui si basa la sua vita resiste solo mantenendo una cecità di fronte all'evidenza, pena la visione di un baratro nel quale unica luce (quanto flebile!) è un orgoglio sterile, perché svuotato di amor proprio. La forza di Blue Jasmine è proporzionale alla vostra arrendevolezza ai colpi sotto la cintura di Allen: ci si può limitare a constatare il fallimento di Jasmine, riconoscendo in lei qualcosa di altre persone, tirando un sospiro di sollievo per aver evitato la sua deriva. In alternativa si può ammettere che la tentazione di delegare la nostra identità agli altri è un rischio a cui andiamo incontro tutti, per pigrizia o per imperdonabile debolezza. Un ragionamento che vale la pena tesaurizzare, perché nella storia l'assenza di bussola di Jasmine la conduce a danneggiare esistenze altrimenti più stabili: quella del proprio figlio, quella semplice di sua sorella (la spiritosa Sally Hawkins), quella del giovane diplomatico che le si avvicina. Con una scrittura che non dimentica mai l'ironia (contundente), a quasi ottant'anni Allen, sempre convinto che "la vita sia una tragedia", continua a simpatizzare per i semplici di spirito come Ginger e il suo rozzo compagno Chili: esposti alle delusioni come tutti, ma abbastanza concreti da cercare soluzioni rapidamente, senza trasformarsi in un terrificante buco nero per se stessi e per il prossimo.
opinione inserita da filicolorati
Questa opinione ti è stata utile?

Commenti

Ancora nessun commento.

Accedi per scrivere un commento.

Altre opinioni su Blue Jasmine

  • È una tipica divertente gag di Woody Allen
    di fb-656
    Una bionda sofisticata ed elegante parla parla parla e continua a parlare di sé all'anziana compagna di viaggio in aereo. Solo nel momento in cui si congedano scopriremo che quest'ultima non la conosc…
    Continua a leggere »
  • La meravigliosa Cate
    di millifly
    Scritto e diretto da Woody allen, Blue Jasmine è per un occhio molto attento un chiaro omaggio e ispirazione ad un Tram Chiamto Desiderio. I temi di quella straordinaria pellicola degli anni Cinquanta…
    Continua a leggere »
  • Condizioni umane a confronto
    di nonsolodisegni
    Proprio ieri sera ho visto questo film scritto e diretto dal mitico Woody Allen. Devo dire subito che personalmente mi piacciono quasi tutti i film scritti e diretti da questo astuto individuo, che ri…
    Continua a leggere »