Opinione su Breaking Bad: I am not in danger...I am the danger!
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I am not in danger...I am the danger!
5/5 21/09/2018
Vantaggi
Ritmo, regia, storia, rapporto fra i personaggi impeccabili
Svantaggi
Nessuno
Questa serie si presenta già da sè e probabilmente ne avete già sentito parlare: è una delle più famose e chiacchierate degli ultimi anni e considerata da molti una di quelle che hanno fatto la "storia" delle serie TV. Quando mi hanno raccontato la trama in realtà non pensavo potesse piacermi così tanto: Walter White è un mite insegnante di chimica ad Albuquerque, New Mexico, una cittadina very American semi-dimenticata da tutti, tranne che dalle balle di paglia che rotolano in giro, dalla DEA e dal disagio esistenziale. Un disagio prontamente attutito dal notevole giro di droga, soprattutto metanfetamina, tenuto in piedi da cartelli e facce losche con gerarchie complesse e una facciata spesso insospettabile. Il tutto inizia quando a Walter viene diagnosticato il cancro e si profila all'orizzonte un futuro di miseria per la sua famiglia. Per cercare di lasciare almeno qualcosina in tasca ai suoi cari, il bravo professore decide di mettere a frutto le sue competenze di chimica e provare a "cucinare" -come si dice in gergo- una sua versione purissima e molto redditizia della meth. Per inserirsi nel giro dovrà cercare l'aiuto di un ex studente sbandato, Jesse Pinkman, e vedersela con la difficoltà di iniziare a sostenere una doppia vita. Tutto questo praticamente nei primi episodi, dopo c'è un'escalation paurosa nella sua gradualità e ineluttabilità sempre più nel cuore del crimine. Non posso dire motlo altro perchè se no spoilero sicuramente qualcosa, ma da questa semplice "scappatella" criminale nasce un giro sempre più vischioso da cui diventa sempre più difficile tirarsi indietro. Il titolo infatti significa "reazioni collaterali" ed è il messaggio principale della serie: una volta che entri in certi giri, non solo della droga ma anche nella tua mente, diventa impossibile tornare a essere quelli di prima e si può solo cercare di sostenere il precario equilibrio che si è costruito. E ogni piccola azione ha delle conseguenze anche molto pesanti. Il personaggio di Walter subisce una trasformazione allucinante nell'arco delle stagioni; il rapporto con Jesse è qualcosa di fenomenale, arrabbiato e commovente, uno dei migliori fra due personaggi di una serie tv. Ritmo e regia impeccabili (Gilligan utilizza riprese molto particolari, alcune anche all'interno di oggetti o da angolazioni inedite); dialoghi mai troppo lunghi, poche forzature e uno sviluppo veramente fluido e ricco di suspence. Il doppiaggio italiano ha qualche falla nel rendere le frasi migliori della serie, motivo per cui consiglio agli anglofili di guardarla in lingua originale (lo slang di strada non è sempre facile da capire, io ho usato i sottotitoli english CC). Mi ha favorevolmente stupito, anche per la capacità di parlare di quotidianità, famiglia, sentimenti e sopravvivenza in una cornice criminale che si vede e non si vede. Non è una serie sparatutto. Non è una storia di gangggsstaaah. Non ci sono sbruffonate, lacrime a caso o amori stupidi. E' matura e agghiacciante nel far riflettere su quello che Walt, ma in realtà tutti noi, potremmo diventare se messi con l'acqua alla gola.
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