Opinione su Captain Fantastic: Natura e cultura
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Natura e cultura
04/10/2018
Vantaggi
Trama, personaggi, ritmo, messaggio di fondo
Svantaggi
Finale su cui si può discutere
Bello. Bello. E ancora bello. Questa la mia reazione di pancia, che trovo importante per aprire una recensione che invece avrà un taglio più riflessivo, data la natura sociologica e di denuncia di questo film. Il regista è Matt Ross e l'attore protagonista è Viggo Mortensen (Aragorn nel Signore degli Anelli), scelta direi paritcolarmente azzeccata. Veste i panni di Ben, un padre di una grande famiglia che vive nei boschi americani per scelta dei genitori, in un profondo contatto con la natura ma anche in una ricerca di quelli che sono gli ideali umani perduti: il corpo viene allenato quotidianamente e il cibo industriale è ritenuto tossico (simpaticissima la scena in cui uno dei bambini chiede "Papà, cos'è la Coca Cola?" e la risposta è "acqua avvelenata"); sin da piccoli i ragazzi vengono abituati a leggere libri anche molto impegnativi, a non avere peli sulla lingua e a ragionare autonomamente. Il tentativo di Ben e della sua compagna è quello di creare una moderna repubblica di Platone, una famiglia di filosofi lontana dall'annichilimento culturale americano. Già dai primi minuti scopriamo però che la moglie di Ben è attualmente in ospedale perchè depressa. Sarà proprio a causa sua e a un evento di svolta nella vita della famiglia che Ben uscirà dal bosco, trasportando i suoi figli su un autobus adattato a camper e battezzato Steve, per incontrare i genitori e i parenti della moglie. Con non pochi problemi, dato che lo stile di vita di Ben fa a pugni con quello del resto della società, cui i ragazzi si approcciano per la prima volta. Vivace, intelligente, pieno di citazioni politiche e psicologiche che gli studenti del settore riconosceranno immediatamente, non è un film intellettualoide nonostante i potenti messaggi che lancia. Può quasi essere considerata un'avventura e in certi momenti fa anche sorridere, perchè mostra lo scontro di due "culture", da una parte l'estremismo ecologico e dall'altra il consumismo, e fa nascere la voglia di schierarsi da una o dall'altra parte ma anche di approfondire le ragioni di tutti e ipotizzare nuovi compromessi. Vincitore di Cannes 2016 per la miglior regia, Captain fantastic vi farà passare 118 minuti in una piega alternativa ma neanche troppo della realtà, un po' desiderata e un po' etichettata come stramba a seconda di come vedete il mondo. Quel che è certo è che sicuramente vi farà riflettere anche sul vostro modo di vivere e offrirà qualche spunto di ribellione alla "normalità" deleteria della vita moderna.
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