Opinione su Detenuto in attesa di giudizio: Uno sguardo impietoso sulla condizione della giustizia italiana dell'epoca
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Uno sguardo impietoso sulla condizione della giustizia italiana dell'epoca
3/5 28/09/2016
Vantaggi
rappresentazione realistica della condizione carceraria dell'epoca
Svantaggi
nessuno
Risale al 1971 la pellicola del regista Nanni Loy, Detenuto in attesa di giudizio, avente come protagonista Alberto Sordi, alle prese con una spiacevole vicenda giudiziaria che lo vede scontare ingiustamente un periodo di detenzione. Lo sguardo del regista si concentra sugli aspetti più crudi della vicenda giudiziaria, ossia sulla detenzione senza un titolo legittimante e su tutta la sofferenza che essa comporta. Significativo il momento storico in cui il film si colloca: 1971, quattro anni dopo sarebbe entrato in vigore il nuovo ordinamento penitenziario, che avrebbe cambiato il volto della detenzione rendendolo più umano rispetto a quello descritto dal film, dove i detenuti venivano puniti se solo rispondevano al sacerdote durante la messa. Anche se la riforma ha eliminato le caratteristiche più dure della detenzione, magistralmente rappresentate nel film, ancora oggi molte problematiche permangono e il film costituisce tutt'oggi un ottimo spunto per riflettere sul carcere e sulle sue criticità.
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