Opinione su Face/Off - Due facce di un assassino: Una storia più che intrigante
4 Opinioni
Scrivi la tua opinione
Una storia più che intrigante
4/5 09/02/2019
Vantaggi
Personaggi, trama, sviluppo, suspence
Svantaggi
Non adatto a tutti
Face-Off è uno dei miei film preferiti d’azione. Diretto da John Woo e datato 1997, questo lungometraggio vede come protagonisti Castor Troy (un terrorista spietato interpretato da Nicolas Cage) e Sean Archer (un agente dell’ FBI interpretato da John Travolta). Quest’ultimo vuole a tutti i costi far imprigionare il terrorista perché non è solo artefice di numerosi crimini e delitti, ma ha anche ucciso suo figlio diversi anni prima, sebbene la vittima sarebbe dovuta essere lo stesso Sean. Il film si apre proprio con la scena che mostra Castor mirare e colpire da dietro Sean, che a sua volta vede morire il figlio tra le braccia perché il proiettile ha colpito anche lui. La trama vera e propria inizia alcuni anni dopo e gli agenti dell’FBI sono alla caccia del terrorista. Nonostante sembra che per lui la corsa sia finita, si scopre che ha messo in atto - assieme al fratello in carcere e altrettanto folle - un piano per far saltare in aria una zona di Los Angeles non definita. Sean viene convinto dai suoi capi a sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica del tutto moderno allo scopo di assumere le sembianze del terrorista e scoprire la localizzazione della bomba trascorrendo del tempo in carcere con il ‘’fratello’’. Eppure, le cose si mettono molto male, non solo per Sean/Castor, ma anche per tutti coloro che conosce. Ben presto la sua vita si intreccia inevitabilmente con quella del killer che lo ha tormentato per anni e le conseguenze dei gesti estremi che l’assassino e poliziotto scateneranno assicurano grande suspence. Durante la visione non mi sono annoiata un secondo: questo non è un comune film che mixa thriller e azione, va oltre poiché comprende abbastanza psicologia e intelligenza, addentrandosi nei meandri delle teste dei deviati. La trama prosegue in maniera lineare ma senza appiattirsi dal momento che si fa via via sempre più grande e, mentre aumentano le difficoltà e i personaggi coinvolti, cresce anche l’interesse, che spinge a voler vedere come si conclude la faccenda. In più occasioni mi sono chiesta come avrebbero potuto sbrogliare la matassa intricata di problemi che i due antagonisti/protagonisti avevano creato, ma con disinvoltura la storia non è mai caduta nel ridicolo né tantomeno si è fatta difficile da comprendere. Ovviamente bisogna seguire ogni passo della storia perché lo scambio di identità rende il tutto più complesso, ma la sequenza delle storie e i dialoghi contribuiscono a mantenere viva l’attenzione e a far capire tutto. La vicenda culmina in un modo per me niente affatto prevedibile. Dopo una scia di sangue, disperazione e tattiche, i due protagonisti/antagonisti si ritrovano allo specchio ed è così che avviene la resa dei conti, anche essa altrettanto densa di adrenalina, dimostrandosi fedele allo stampo che l’inizio e lo svolgimento del film avevano dato. Eppure, non è mancata la quiete, quella che arriva sempre dopo la tempesta, anche se in principio era insperata. Se la storia ha saputo rapire la mia attenzione il merito va anche i due attori. Cage e Travolta si scambiano i ruoli ma senza apparire fuori dalle righe. In particolare, trovo che Cage abbia saputo brillare in entrambe le personalità, dimostrando ancora una volta grande versatilità. In conclusione, tra sceneggiatura curata ad hoc, fotografia ottima e cast di un certo peso, questo film mi ha conquistata e non credevo potesse essere così bello, nonostante avessi già aspettative elevate. Lo riguarderei molto volentieri perché è un esempio perfetto di trame imbastite e cucite perfettamente.
Questa opinione ti è stata utile?
Commenti
Ancora nessun commento.