Opinione su Il giorno della civetta - Leonardo Sciascia: Il giorno della civetta
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Il giorno della civetta
5/5 11/04/2020
Vantaggi
Un capolavoro
Svantaggi
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“Il giorno della civetta “ è uno dei romanzi di maggior rilievo di Sciascia, condotto sullo sfondo degli intrighi della mafia siciliana. Il racconto ha inizio con l'uccisione di un socio di una cooperativa, seguita poco dopo dalla notizia della scomparsa di un'altra persona, che forse era stata testimone del delitto. Alla ricerca degli assassini subito si impegnano i carabinieri del posto, e soprattutto il loro comandante, un settentrionale di educazione democratica, il capitano Bellodi, originario di Parma, ex partigiano, uomo retto, animato dal senso della giustizia (e sul quale si riflette la coscienza dello scrittore). AI Bellodi, che cerca d'infrangere il muro di omertà e complicità, si contrappone il capo mafia, don Mariano Arena, figura di uomo «al di sopra di ogni sospetto», acuto e lucido nei suoi piani. Le indagini sono complicate e lunghe: inchieste, fermi, interrogatori; si scoprono intrighi diversi, traffici illeciti, appalti lucrosi, anonime compromissioni, influenze politiche; alle ricerche delle autorità si intrecciano interventi di giornalisti; si fanno accuse gravissime a cui si contrappongono alibi perfetti: ma si è sempre lontani dalla scoperta della verità. Alla fine, quando il capitano Bellodi ha lasciato la Sicilia per una licenza a Parma, trionfa la tesi, molto comune, del delitto passionale, in seguito alla quale i sospetti colpevoli sono scagionati ed escono di carcere, e i mandanti dei due crimini restano ignoti ed impuniti. Il romanzo è soprattutto la denuncia di un fenomeno fra i più gravi della realtà siciliana — e anche italiana in genere — e di tutto ciò che intorno ad essa si muove; è la denuncia di come in una situazione cosi complessa e in cui si nascondono forze tanto potenti ed oscure, l'opera anche intelligente ed entusiasta di pochi onesti — quale appunto il Bellodi, che personifica in sé l’azione dello stato che vorrebbe imporre le sue leggi — sia destinata a totale fallimento per la realtà stessa del mondo in cui essi si trovano ad agire; è la denuncia, insomma, amara e sofferta dello scrittore, della sconfitta della giustizia e della ragione. «Cos'è la mafia?» Bellodi è tornato a Parma. È a metà della licenza, quando una sera, mentre sta sempre pensando a quanto avviene nell'isola, e in particolare alla questione che pit lo interessa, incontra per strada un vecchio amico, Brescianelli. Naturalmente il loro discorso non può non cadere sulla Sicilia; e della Sicilia poi i due amici continuano a parlare anche con altre persone, alle quali la Sicilia piace molltissimo: «Adoro la Sicilia», dice una. Ma che sanno loro della Sicilia? e della mafia? Eccola, la mafia, almeno in parte, nel racconto di uno che in Sicilia ci sta, ci lotta e soffre.
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