Opinione su Il gladiatore: La roma in stile americano che piace.
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La roma in stile americano che piace.
26/07/2020
Vantaggi
cult per il grande pubblico
Svantaggi
inasettazze storiche, momenti lenti
Questo film che strizza troppo l'occhio allo spettatore di massa piuttosto che alla storia riesce a farsi perdonare tutto dalla presenza scenica di Russel Crowe che incarna un'eroe senza tempo. Il film racconta il 180 AC, Marco Aurelio è ormai alla fine dei suoi giorni e vuole lasciare l'impero nelle mani del generale Massimo piuttosto che del lascivo figlio Commodo che sembra incapace di dirigere un impero secondo i suoi dettami. Commodo allora fa un colpo per prendersi lo stato e trucidare Massimo, che sfugge e viene ridotto in schiavitù diventando Gladiatore. Il regista SCott ha perlomeno il buonsenso di dichiarare apertamente che non segue la storia, ma che vuole realizzare un'opera spettacolare e ci riesce abbastanza bene se si fa eccezione per alcuni dialoghi un pò forzati, alcuni momenti lenti, il Gladiatore è un kolossal da vedere e rivedere grazie ad un Russel Crowe capace di trasformarsi ed incarnare l'uomo che si prende l'impero partendo dal basso. Siamo tutti con lui e ciò rende credibile la sua capacità di far pendere dalle sue labbra esercito e popolo. Ed è indubbiamente questa la grande forza del film costruito intorno a lui con sagacia e furbizia da un regista che sa come ammaliare il pubblico fregandosene della precisione storica che altrimenti avrebbe annoiato il grande pubblico, ma costruendo personaggi estremi e capaci di entrare nelle fantasie del grande pubblico con la loro modernità. E' diventato un cul e di questo dobbiamo prendere atto.
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