Pubblicata il 20/05/2018
Consigliato “Gli onesti Totò e Peppino”
VantaggiUn capolavoro
SvantaggiNessuno
Nello stesso anno di "Totò Peppino e la malafemmina" - era il 1956 - e sempre per la regia di Camillo Mastrocinque, esce sul grande schermo quest'altra meravigliosa ed esilarante pellicola, che vede ancora una volta gli ineguagliabili Totò e Peppino proporre due personaggi che ancora tornano, di generazione in generazione, nella mente di tutti. Dopo i cugini Capone - "che siamo noi" - ecco qui il portiere di uno stabile Antonio Bonocore con la sua moglie tedesca, ed il tipografo Giuseppe Lo Turco, mentre il pittore Cardone, magistralmente interpretato da Giacomo Furia, completa il trio della "danda degli onesti". Indimenticabile la scena in tipografia della stampa delle banconote false, come le sequenze di "suspense" all'indomani del "fattaccio", sino all'esilarante conclusione e battuta dell'ultima sequenza. E' una commedia tra le più belle del grandissimo comico napoletano, anche per via del lavoro del duo Age & Scarpelli che qui firmano soggetto e sceneggiatura. Divertente, ironica, ma pacata e intelligente, che nel farci ridere riesce comunque a imporci qualche riflessione.

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