Opinione su Le affinità elettive - Johann Wolfgang von Goethe: "Le Affinità" goethiane tra scienza e "passioni romantiche"
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"Le Affinità" goethiane tra scienza e "passioni romantiche"
27/02/2016
Vantaggi
È un invito a resitere alle tentazioni
Svantaggi
Non bisogna seguirne gli insegnamenti
Mi trovo in perfetta sintonia con quanti tra gli opinionisti, che si sono occupati delle "Affinità", hanno adombrato la presenza della "chimica" in questo superlativo romanzo "romantico". Diciamo che la chimica in effetti "spiega" il romanzo stesso. A quanto ho infatti appurato, sembra che Goethe abbia preso spunto dagli studi del chimico svedese Bengmann, il quale aveva affermato che due elenti, quando vengono a contatto con altri due, tendono alla "disgregazione" e al tempo stesso all'"associazione" con i nuovi elementi con cui vengono in contatto. "Et voilà" spiegato il senso delle "Affinità" (almeno nella loro genesi). Quando i protagonisti principali della vicenda, Eduard e Charlotte, che conducevano una vita assolutamente tranquilla sotto ogni profilo, vengono in contatto con altri due elementi "spuri", ovvero Ottilie e il Capitano, succede il patatrac. Eduard è completamente "travolto" da dal fascino di Ottilie, tanto da intraprendere una tempestosa relazione che lo porterà ad avere un figlio. Il dramma sta nel fatto che il bambino poi morirà in seguito ad un tragico incidente, in forza del quale Ottilie perde ogni voglia di vivere, lasciandosi morire a poco poco, seguita a breve da Eduard, che non riesce a sopportare la perdita della moglie. In questo caso le "affinità" si rivelano assolutamente pericolose e, alla fine, esiziali per i due poveri amanti. Diverso è il discorso per il Capitano e Charlotte: i due "sentono" anch'essi una irresistibile attrazione "elettiva", però, al contrario, di Eduard e Ottilie, si guardano dal farsi annientare dalla passione. I due "resistono" alle pericolose "affinità", ed infatti saranno loro a portare alla tomba i loro sfortunati amici, che si erano lasciati letteralmente "travolgere" dalla "chimica" inesorabile dell'amore romantico. E Goethe? Come la pensava Goethe su tutta questa drammatica vicenda? Indubbiamente Goethe non poteva non provare un sentimento di pietà verso i due sfortunati amanti, ma pare di capire tra le righe che egli ammirava senza condizioni i due "resistenti", che pur sentendo in sé una volontà di comunione, seppero comunque resistere alle tentazioni. Tutto sommato, mi pare che Goethe "parteggi" per il rispetto delle norme sociali che prevedono una sostanziale "fedeltà coniugale". Almeno a me pare di vedere tutto ciò in questo romanzo: e mi sa che, se anche sbaglio qualcosa, non sbaglio di molto. Diciamo che è un libro che consiglierei volentieri alle giovani generazioni, che spesso e volentieri, in nome di idee aleatorie e superficiali, assolutamente "di moda", prendono i rapporti di coppia alla leggera. Ottimo libro.
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