Opinione su L'uomo che allevava i gatti: L'uomo che
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L'uomo che
5/5 21/04/2020
Vantaggi
Interessante, si legge con piacere
Svantaggi
nessuno
Alcuni anni fa ho comprato la rivista Famiglia cristiana non perché era mia abitudine comprarla ma era abbinata ad un libro che dal titolo mi aveva incuriosito e anche il nome dello scrittore che non mi era noto. Si tratta dello scrittore cinese Mo Yan pseudonimo di Guan Moye. Il titolo del racconto è: L’uomo che allevava i gatti. Lo pseudonimo in cinese significa, qualcuno che non vuole parlare (però ha molto da dire scrivendo).Racconta della sua vita in uno sperduto e povero villaggio, soltanto una decina di famiglie che vivono in case di mura e di fango con i tetti di paglia. Il libro è composto da dieci racconti che rappresentano il paesaggio caro allo scrittore, la civiltà rurale della vita contadina, dura e in cui domina la miseria, e la durezza dei rapporti umani e di conseguenza anche violenza verso i bambini. Grandi e bambini sono vittime dello stesso mondo arcaico, chiuso e dove per sopravvivere bisogna essere duri con se stessi e con gli altri. In questi racconti appare la figura del padre, figura dominante e dominatrice e che si impone con le mani, segnate dal duro lavoro e che picchiano per farsi obbedire. Il decimo e ultimo racconto riguarda proprio l'uomo che allevava i gatti e che ha dato il titolo al libro.
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