Opinione su L'Uomo Tigre: È grande la bontà (ma col nemico non ha pietà)
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È grande la bontà (ma col nemico non ha pietà)
5/5 15/12/2017
Vantaggi
trama, evoluzione dei personaggi
Svantaggi
target principalmente maschile
Lotta contro il male: è Naoto Date, alias l’uomo tigre. Naoto è un bambino che cresce, alla fine della seconda guerra mondiale, in un orfanotrofio. Questo finché non decide di combattere le ingiustizie del mondo e diventare forte... forte come una tigre. La fortuna vuole che trovi in associazione segreta, nota come Tana delle Tigri, che lo forgerà come uno dei più forti lottatori della lotta libera giapponese, rivedendo un po' il suo concetto iniziale di lotta all'ingiustizia. Inizialmente cattivissimo e violentissimo, per amore dei bambini dell’orfanotrofio gestito dalla sua “amica” di infanzia infelice Ryoko, decide di essere solo violentissimo e combattere proprio contro Tana delle Tigri. Episodio dopo episodio, ci sarà un escalation (anche di violenza) fino all’inevitabile scontro finale. Uno dei cartoni più belli, ma allo stesso tempo crudi e violenti della mia infanzia. Una matita pesante che non lesina uno stile forse grezzo ma estremamente funzionale per l'atmosfera. Sangue a fiumi già nella sigla iniziale per farci capire che non stiamo parlando di un cartone animato come gli altri. Una curiosità: nel cartone sono presenti anche dei wrestler realmente esistenti o esistiti, come il grandissimo Antonio Inoki e Baba.
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