Opinione su Nanà - Émile Zola: Storia di una cattiva ragazza

Storia di una cattiva ragazza

01/05/2020

Vantaggi

Anna Coupeau, detta Nanà, storia di una cattiva ragazza

Svantaggi

non per tutti


Una bionda bellezza, una fanciulla inquieta e pretenziosa, capricciosa quanto insolente.
Anna Coupeau, detta Nanà, fa la sua prima apparizione nell’Assomoir, il romanzo nel quale Emile Zola narra le vicende di sua madre, la lavandaia Gervaise.
E’ un mondo dal quale Nanà vuole fuggire e già in quel romanzo si delinea la sua personalità, da bambina dà già dei pensieri e da adolescente si ritroverà ben presto ad esercitare l’unico mestiere che non le costa fatica: vendersi in bettole di quart’ordine.
Oh, da allora ne ha fatta di strada Nanà!
Il romanzo che porta il suo nome si apre con una situazione di attesa e curiosità.
Parigi, un teatro gremito di spettatori, tutti fremono, aspettano la messa in scena dello spettacolo più atteso dell’anno: la Blonde Venus.
E tra le poltroncine si alza sommesso un brusio, un vociare, un chiacchiericcio, tutti parlano di lei, di Nanà che a breve calcherà le scene nei panni scollacciati e seducenti di Venere.
E Zola vi farà attendere parecchio prima di mostrarvela, ma di lei saprete già parecchio, da ciò che ne dice il pubblico.
Certo, la ragazza non ha molti talenti, è persino stonata, ma le sue doti sono altre: i fianchi ben torniti, i capelli biondi, lunghi fino alla vita, i seni perfetti, le cosce rigogliose, gli occhi azzurri, le labbra turgide.
E quando sale sul palco, coperta solo da un velo che lascia trasparire le sue splendide fattezze, il pubblico, dimentico delle sue scarse capacità, rimane come stregato, incantato dalla vista di lei e da cotanta bellezza.
Oh, dovevate vederli coloro che deridevano le sue performance canore!
Nessuno rideva più, Nanà era la regina del teatro.
In questo, come in quasi tutti i romanzi del ciclo del Rougon-Macquart, c’è un’abbondanza di personaggi minori che fanno da comprimari e contribuiscono a creare un mondo, ben visibile e reale.
Qui, più che altrove, i personaggi sono molteplici: un impresario, gli attori, la zia di Nanà, un’altra ragazza anch’essa dedita allo stesso mestiere, e poi una serie infinita di figure minori che fanno da sfondo alla vicenda umana di questa giovane.
E poi gli uomini, gli uomini di Nanà: un banchiere, che lei spenna a dovere, un ragazzo tra le cui braccia Nanà troverà una sorta di purezza, l’attore Fontan, che la maltratta e approfitta di lei, Muffat, un uomo ricco e molto in vista che desidera solo fare di Nanà la propria amante fissa.
Gli uomini: Nanà vive sulle loro spalle, è la causa della loro rovina e della loro disperazione.
All’inizio del romanzo la troverete in una lussuosa casa in Boulevard Haussmann, dove lei abita a spese di un ricco commerciante di Mosca.
L’arredamento è pacchiano, volgare, qua e là, scrive Zola, ci sono cianfrusaglie e chincaglierie: è la casa di una mantenuta, questo è Nanà.
Ed è un continuo andirivieni di uomini, nel suo appartamento, fanno anticamera, l’aspettano per ore e se lei ha la luna storta è capace di buttarli fuori in malo modo.
Non c’è traccia di amore, in questo romanzo, né di sentimenti scaturiti dal cuore di Nanà: lei, semplicemente, non è capace, non conosce affetto, attaccamento, nemmeno per Louiset, il bambino che ha sfortunatamente dato alla luce e che è destinato ad una fine prematura.
Lei non se ne cura, lo lascia ad una zia, e quando se ne separa, non lo fa a malincuore, anzi, quel moccioso le è solo di impaccio.
C’è una scena, in questo romanzo, dalla quale si intuisce chi sia la sola persona importante per Anna Coupeau, a tutti nota come Nanà.
Guardatela, come si rimira nello specchio, con quale compiacimento, è completamente nuda e con il dito sfiora un piccolo neo che ha sul fianco, che vezzo! Si mette di profilo, si contempla, si ammira e gode della vista di sé, mentre l’amante di turno la osserva attonita.
Questa è Nanà, una creatura tanto bella e ambiziosa quanto incapace anche solo di cercarla, la felicità.
Zola delinea perfettamente lo stato d’animo dell’eroina di questo romanzo:

Tuttavia, in mezzo al lusso, circondata da tutta la sua corte, Nanà si annoiava mortalmente. Aveva uomini per ogni minuto della notte, e denaro perfino nei cassetti della toilette, insieme ai pettini e alle spazzole, ma tutto questo non le bastava più, sentiva che le mancava qualcosa, provava un senso di vuoto che la immalinconiva. La sua vita si trascinava oziosamente, fatta delle medesime occupazioni monotone.
L’indomani per lei non esisteva. Viveva come un uccello. sicura del cibo, pronta a dormire sul primo ramo che le capiterà a tiro.

Come si colmano certi vuoti? Con quali contenuti, se non hai la capacità di sentire, di amare, di respirare un’aria diversa dal putridume che ti soffoca?
Non ci riuscirà a scoprirlo, la nostra Nanà.
Vivrà altri momenti di gloria, fasulla e superficiale come sempre, al Gran Prix, quando una cavalla che porta il suo nome si aggiudicherà il primo premio mentre il pubblico scandisce in coro Nanà, Nanà!
Lei, la ragazza che tutti volevano sposare, lei rovina di uomini e vite è destinata a rappresentare con la sua morte, l’immagine di un mondo che ha fine.
Fuori dalla sua stanza un impero sta crollando: sta per scoppiare la guerra tra Francia e Prussia e si sentono le urla, forti ed incalzanti: a Berlino, a Berlino!
E’ la fine di un’epoca, contemporanea all’ultima scena recitata dalla più ambita cortigiana di Parigi.
Nel suo letto, devastata dal vaiolo che la priva di ogni bellezza che un tempo fu il suo vanto, si trasfigura, diventa una maschera mostruosa e grottesca, il suo corpo ammorba l’aria e l’avvelena.
Fuori, la corte degli amanti di Nanà la ricorda con un certo rammarico, non si può credere che una donna così bella faccia una fine così.
Uno di loro è lì dalle sei di mattina. E’ il conte Muffat, ogni mezz’ora chiede notizie, non si dà pace di perdere colei che ha sempre amato, malgrado non sia mai stato ricambiato.
Un impero crolla e tra le sue macerie rovinosamente finisce il regno di una giovane donna, un tempo desiderata, contesa e ambita.
Era conosciuta come Nanà, ma il suo vero nome era Anna Coupeau.

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Altre opinioni degli utenti su Nanà - Émile Zola

  • kira1992
    opinione inserita da kira1992 il 04/06/2020
    Il primo romanzo di Zola che affronto. Indubbiamente bello. Zola, in Nanà, dà il meglio di sè. Storia di una prostituta che si perde nella vita notturna parigina, fatta di uomini approfittatori e priv...
    Continua a leggere >
    80%
    Così Zola compone una delle sue maggiori opere, in cui il suo stile e le sue idee trovano massimo compimento.
    personalmente non trovati
  • blase
    opinione inserita da blase il 05/05/2020
    Nanà racconta la storia di una giovane e bellissima parigina, la quale attira le attenzioni di tutto il bel mondo sul proprio magnifico corpo grazie ad uno spettacolo teatrale in cui si esibisce nuda ...
    Continua a leggere >
    Zola attraverso le vicende di Nanà ci mostra tutta la società parigina, dall'aristocrazia fino ai più derelitti, spogliandola delle sue ipocrisie. Nelle case e nei letti di Nanà passano tantissime persone, chi innamorato e chi accecato dalla passione, uomini e donne, ricchi e poveri, quindi con gli occhi della ragazza possiamo vedere tutta Parigi messa a nudo.
    personalmente non trovati bisogna amare i grandi classici
  • filicolorati
    opinione inserita da filicolorati il 23/04/2020
    Dopo circa due anni ho ripreso in mano un grande romanzo dell’800 che non avevo mai letto... beh, è stato per puro caso... ero in giro per lavoro, in quel momento non avevo niente da leggere e così, p...
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    100%
    È un romanzo che comunque consiglio a chi è appassionato di letteratura francese e, in particolar modo, di quest’epoca.
    personalmente non trovati
  • agave
    opinione inserita da agave il 12/09/2017
    La protagonista di Nanà non è, come si potrebbe pensare, la ragazza di umili origini e di grande bellezza che diventa ricca concedendo i suoi favori ai nobili parigini, bensì la Parigi bene che la ele...
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    L'ambientazione, il realismo
    Nessuno
  • gnaogna
    opinione inserita da Anonimo il 30/07/2017
    Nanà è stato il primo classico francese che lessi, e devo dire che ancora oggi resta tra i miei libri preferiti. Nel libro, Nanà, nomignolo di Anne Coupeau, è una ragazza povera che sta ottenendo succ...
    Continua a leggere >
    Spessore, trama, la protagonista, stile narrativo sublime
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