Opinione su Piccola peste: un film singolare
10 Opinioni
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un film singolare
2/5 15/01/2019
Vantaggi
solo se piace il genere, il messaggio che cerca di presentare
Svantaggi
trama, personaggi e sviluppo irrealistici, combinazione secondo me mal riuscita di comicità e serietà, inadatto ai bambini
Ben e Flo sono sposati da tempo, ma non riescono ad avere figli a causa di una irreversibile sterilità da cui lei è affetta. Decidono allora di adottare un bambino, ma i motivi per volerne uno sono assai diversi in ciascuno dei coniugi: in quanto Ben desidera dargli affetto, Flo vuole soltanto avere un trofeo da esibire nel vicinato e ricevere inviti durante le occasioni di festa. Ma il bambino che viene loro affidato è una vera peste, al punto da essere già stato riportato indietro all'orfanatrofio quantomeno una trentina di volte, dato che nessun genitore adottivo si è mai rilevato in grado di dargli una buona educazione, nè Junior sembra essere ricettivo all'apprendimento delle buone maniere. Anche Flo vorrebbe disfarsene, ma Ben è disposto ad amare Junior e accetta di buon grado la sfida di riuscire a educare e tenere con sè per sempre il bambino dall'indole indomabile. Il film è in apparenza comico, divertente, ma in realtà si tratterebbe di un genere a sè stante. A mio avviso vorrebbe passare il messaggio riguardante il valore del difficile compito di essere genitori, considerando che per diventare tali non è sufficiente generare un figlio, ma allevarlo e saperlo educare anche se non concepito. La trama in sè e per sè e soprattutto lo sviluppo li trovo però fin troppo irrealistici, come spesso avviene nei film americani. La condotta dei personaggi è singolare, specie le improponibili reazioni di Ben davanti al dottor Peebody, il curioso medico che diagnostica la sterilità di Flo o l'ospitare nella propria casa senza batter ciglio un perfetto sconosciuto, sedicente zio di Junior. Questi in realtà è uno spietato assassino seriale fuggito di prigione, ma molto ammirato dal bambino, che infatti gli mandava un sacco di lettere in carcere. Nella vita reale non si sarebbe ovviamente verificato il seppur relativo lieto fine del film, dato che il malsupposto zio Martin rapisce il bambino. Dalla tipologia delle scene s'intende che il film vorrebbe essere comico, ma nel contempo in grado di trasmettere un messaggio profondo. Trovo però questa particolare combinazione alquanto mal riuscita, per il modo in cui il film è stato girato. In tutta franchezza sono quindi indecisa se consigliarlo o meno, tutto dipende se possa piacere o meno una trama impostata in una maniera fin troppo singolare. Non lo ritengo poi per nulla adatto ai bambini, anche se apparentemente il film sembrerebbe dedicato a loro: c'è il rischio troppo alto che possano voler imitare le monellerie di Junior, con tanto di conseguenze niente affatto comiche alla stessa stregua dalla produzione.
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