Opinione su Poesie d'amore - Rabindranath Tagore: Le "poesie d'amore": Tagore come Pascoli?
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Le "poesie d'amore": Tagore come Pascoli?
4/5 14/03/2016
Vantaggi
Poesie di grande raffinatezza e delicatezza.
Svantaggi
Nessuno.
Stasera ho parlato un po' di Verlaine, e adesso, di punto in bianco, mi trovo di fronte a Tagore. Un bel salto: da un lato, abbiamo un Verlaine che fa una vita da disperato, e dall'altra un nobile indiano, educato in ambienti aristocratici, e dotato d'una cultura di prim'ordine, sia sul versante inglese sia su quello della sua terra natale. "Poesie d'amore", così delicate, dedicate in parte alla famiglia e ai bambini, riflettono l'educazione e la raffinatezza di questo poeta che sapeva l'inglese meglio di un inglese, ma che scriveva tutte le sue opere nella lingua natìa, il bengalese, che si dice essere "l'italiano dell'India", proprio per la musicalità e la leggerezza di questa lingua. Difficile non farsi prendere dai sentimenti struggenti e delicati espressi da Tagore nelle "Poesie d'amore", e, probabilmente, dietro tutta questa delicatezza sentimentale, ma anche profondità filosofica, sta proprio la cultura raffinata dell'uomo privilegiato socialmente: come dicevo sopra, tanto Verlaine era un disgraziato, quanto Tagore "fortunato", almeno per origini familiari e sociali. Era pertanto impossibile che una simile situazione culturale non si riflettesse anche nell'opera poetica, con una poesia venata di una dolce maliconia che, per certi aspetti, mi ricorda parecchio il nostro Giovanni Pascoli. Il paragone non è poi tanto campato in aria: Tagore rifuggiva la "civiltà dei consumi" e amava stare in mezzo alla natura; beh, Pascoli non gli era da meno, e amava starsene in disparte nelle solitudini della campagna. Bene, e dopo questa "relazione" Tagore-Pascoli, mi sembra di aver reso i dovuti onori al poeta indiano, i cui meriti poetici sono indiscutibili.
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