Pubblicata il 30/05/2016
Consigliato “Romeo e Giulietta: un'opera per sempre”
VantaggiUna storia d'amore che non conosce rivali.
SvantaggiNon è adatta per chi non apprezza le storie d'amore.
Ad aprile, se ben ricordo, sono iniziati i "festeggiamenti" critico-letterari per il Centenario di Shakespeare (morto nel 1616). Per carità, ben lungi da me l'idea di offrire qui un "contributo" in questo senso; però, "Romeo e Giulietta" si presta bene a discorrere sia di Sh. che dell'Italia. Si è molto discusso intorno al fatto se Sh. avesse compiuto un viaggio in Italia. Molti critici (specialmente inglesi) propendevano per il sì, ma diversi studi, specialmente italiani, hanno abbondantemente dimostrato che Sh. non era mai stato in Italia: "anche se", e qui sta il punto di fondo, Sh. era un buon conoscitore della letteratura italiana, specialmente della poesia, e in modo particolare di Petrarca. Ciò detto, la famosa storia degli amori contrastati dei due giovani, Romeo e Giulietta, Sh. l'ha probabilmente letta in una delle tante sillogi di storie e leggende (anche italiane) largamente tradotte in Inghilterra e messe a disposizione di un largo pubblico. Petrarca non l'ho citato a caso, perché molti esegeti hanno potuto riscontrare il fatto che la "lingua d'amore" di Romeo e Giulietta era stata ricalcata sulla lingua amorosa di Petrarca, che godette di fama europea. In conclusione "Romeo e Giulietta" è di "matrice" italiana per due motivi fondamentali: la trama, che si svolge a Verona, e la lingua, che fu recepita secondo lo stile petrarchesco. Concludiamo osservando che Shakespeare non era un "inventore" di storie, ma era sicuramente un ottimo lettore, che sapeva assimilare i contenuti per poi riplasmarli con la sua sensibilità ed il suo genio. Non voglio nemmeno sprecare aggettivi per definire quest'opera mitica di Sh.: essa "è", e basta.

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