Opinione su Fringe: J.J. Abrams ha colpito ancora
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J.J. Abrams ha colpito ancora
4/5 22/09/2018
Vantaggi
Atmosfera, protagonista, surrealismo
Svantaggi
Incoerenza narrativa e trama debole
Dopo Lost non potevo non guardare Fringe. E' quasi un passaggio obbligato. Fra l'altro tutti mi hanno detto che la trama era meno sconclusionata rispetto alla serie classica firmata dal nostro amico J.J. Abrams, e in parte devo dargli ragione, anche se verso le ultime stagioni la storia collassa e diventa insensata. Sembra quasi che l'ideatore si diverta a infilare nella trama elementi a caso solo perchè li trova di suo gradimento, incurante della loro coerenza col mondo che ha creato. Voglio dire, nella fantascienza e nel fantasy non ci ci aspetta nè realismo nè plausibilità perchè il bello è proprio rispondere alla domanda "what if...?". Ma se ho stabilito delle regole (es. un personaggio ha determinati poteri o una certa cosa si può fare o non fare), poi devo rispettarle per tutta la narrazione o fornire spiegazioni sul perchè la regola è cambiata. Qui invece mi sembra che tutto sia possibile o impossibile a ogni episodio, un po' come in Lost insomma, con la differenza che almeno qui c'è la parvenza di un filo narrativo che da un senso ai principali eventi di tutte le stagioni. Sicuramente, oltre al fascino della fantascienza, il punto di forza della serie è il personaggio di Walter. Il rapporto con Peter, tutta la loro storia pregressa e le implicazioni che questa avrà per la trama. Olivia invece me la ricordo poco a distanza di due anni, e già questo è un indicatore di che scarso impatto abbia avuto come personaggio. Degli altri quasi non c'è traccia nella mia memoria, quindi direi che i personaggi non sono il fulcro di Fringe. L'ambientazione invece è molto interessante, soprattutto dalle stagioni più avanti, ma non posso dire niente perchè sarebbe uno spoiler. Come per Lost, il bello è scoprire cosa ci presenta la sceneggiatura pagina dopo pagina, dimenticando la coerenza e godendosi quella suspence surrealista che cattura lo spettatore e gli instilla la voglia di vedere come va a finire, di capire, di dare un senso. Con una maggior unità narativa e più convinzione nei personaggi, sarebbe stata sicuramente una delle migliori serie del secolo. Così resta un prodotto godibile, ma che non mi ha fatto battere il cuore come altre serie che ho visto.
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