Opinione su Gita al faro - Virginia Woolf: "Gita al faro": tra pensiero e tempo

"Gita al faro": tra pensiero e tempo

4/5 06/03/2016

Vantaggi

Possibilità di conoscere una scrittrice di eccezionale statura intellettuale.

Svantaggi

La lettura richiede una serie di conoscenze intorno alle tecniche del romanzo contemporaneo.

Ho letto le recensioni a "Gita al faro", che non mi sono parse particolarmente entusiaste del romanzo della Woolf. La ragione di fondo sta nel fatto che la produzione letteraria woolfiana non s'iscrive dentro l'etichetta di "letteratura di consumo". Insomma, chi cerca una lettura "facile" non può essere soddisfatto/a dalla prosa della Woolf. Tuttavia, questo romanzo merita comunque la nostra attenzione, se non altro per il "rispetto" che si porta all'autrice, donna estremamente colta, cresciuta in ambienti intellettuali raffinati, e una delle prime ad impegnarsi in modo fattivo per l'emancipazione della donna. Vorrei introdurre il discorso su "Gita al faro" sottolineando che la signora Ramsay, la protagonista pressoché assoluta del romanzo, "è" a tutti gli effetti la "personificazione" della Woolf. La signora Ramsay è il collante della famiglia. Dotata di un forte temperamento artistico, la signora Ramsay educa i propri figli in modo assolutamente "moderno": ne asseconda le inclinazioni positive e i desideri "leciti". Uno dei desideri più sentiti dai bambini di casa Ramsay è quella di fare una "gita al faro" sulla barca del padre, ma tale gita, per una ragione o per un'altra, è sempre rinviata (ma alla fine si farà). La signora Ramsay è una donna estremamente "riflessiva": ella "pensa" in continuazione, osservando e commentando, stabilendo inusuali relazioni mentali tra le cose, in un libero ed ininterrotto flusso di pensieri che non trova mai riposo. Tecnicamente, la Woolf mise in atto in questo suo romanzo la tipica "tecnica" joyciana del "flusso di coscienza", un'innovazione che ebbe poi una vasta risonanza e un'indubbia fortuna nel cosiddetto "romanzo psicologico". Anche i protagonisti di Pirandello, per esempio, sono dei grandi "ragionatori", e s'inviluppano spesso in una sequenza ininterrotta di riflessioni interiori. Questo è dunque un altro aspetto della signora Ramsay, per la quale "pensare" sulle cose è come respirare. C'è poi un altro elemento da tenere in considerazione allorché leggiamo "Gita al Faro", ossia la funzione straordinaria del flusso temporale. Il tempo nel romanzo è protagonista alla stregua degli altri personaggi, della signora Ramsay come del marito o dei figli. La Woolf era convinta che il "tempo", per così dire, "macinasse" le cose della vita, portando noi tutti alla fine a capire il reale senso delle cose. Insomma, per giungere ad un qualsiasi obiettivo nella vita, o per giungere ad una conclusione verosimile intorno a certi problemi esistenziali ci vuole "un sacco di tempo". La "Gita al faro" si fece: ma "soltanto" dopo "molto tempo", quando addirittura la signora Ramsay non c'era più. Un altro protagonista del romanzo, che segue la famiglia Ramsay nella sua gita al faro, è una pittrice che da anni sta lavorando ad un quadro di cui non trova mai la conclusione. Ebbene, mentre da un lato, dopo molto tempo, il padre accompagna in barca i suoi figli (finalmente) verso il faro, dall'altro lato, quasi per miracolo, e dopo anni di tentennamenti e di riflessioni, finalmente anche la pittrice "riesce" a concludere il suo quadro, dicendo, se non ricordo male, di avere avuto, quasi per illuminazione divina, una "visione". Quali sono, infine, i due dati fondamentali di "Gita al faro"? Da un lato la "necessità di una riflessione incessante" sui problemi importanti della vita; e dall'altro, proprio perché i problemi seri richiedono un'attenta riflessione, occorre dare ampio spazio "all'azione del tempo": il tempo ci permette alla fine di tagliare il nodo gordiano che c'impedisce di comprendere in pieno la realtà delle cose. La Woolf, donna intelligentissima, ci ha lasciato con "Gita al faro" il monumento della sua filosofia della vita: il pensiero assiduo, attraverso il tempo, anche un "lungo tempo", ci porta alla "verità delle cose".
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