Opinione su Il bambino che narrava storie - Zana Fraillon: Il passero d'osso
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Il passero d'osso
5/5 09/06/2018
Vantaggi
storia ricca di sentimento per un problema di estrema attualità
Svantaggi
nessuno
Il romanzo della scrittrice australiana Zana Fraillon “Il ragazzo che narrava storie” tratta di un tema di estrema attualità, quello dell'immigrazione e dei barconi che portano via dai loro paesi tanti disperati che sperano di potersi rifare una vita altrove. In particolare, qui la storia riguarda i boat-people che fuggono dai tormentati paesi dell'Asia Meridionale e cercano rifugio nella vicina Australia. Il bambino protagonista, di nome Subhi, appartiene in particolare ai Rohingya, vittime di genocidio in Birmania ed è nato nel campo di detenzione profughi da cui non è mai uscito in tutta la sua vita. Conosce solo la terra rossa, il caldo, la paura, e non sa cosa sia l'esterno: vive delle storie che la mamma e altri raccontano, ma poi conosce una bambina australiana che si avvicina al recinto e comincia a parlare con lui. La bambina ha al collo un talismano che le aveva lasciato la mamma, un passero d'osso dentro cui c'era una moneta che aveva lo scopo di proteggerla. Da qui il nome inglese del libro “Bone Sparrow”, -Passero d'ossa- molto più adatto. Il libro non condanna, non lancia anatemi, ma presenta attraverso la storia di Subhi, il problema degli immigrati e del loro insediamento in nuovi territori. La storia è piena di paura, bellezza, amicizia e amore, memoria e indicibile disperazione: un libro da leggere, centellinare per meditare.
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