Opinione su Il visconte dimezzato - Italo Calvino: Interessante!!!!
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Interessante!!!!
5/5 24/07/2020
Vantaggi
“Questo è il bene dell'essere dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. […] Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo”.
Svantaggi
solo per gli amanti di Calvino
"Io penso che il divertimento sia una cosa seria", afferma Italo Calvino in un'intervista del 1983. Sta proprio nella straordinaria miscela di divertimento e serietà la magia di questa lettura: la capacità di proporre una riflessione su un tema quantomai importante quale l’identità e la diversità, senza però rinunciare alla piacevolezza e alla buona compagnia che la pagina scritta sa regalare. Sembrerebbe una semplice fiaba. Il visconte Medardo di Terralba, partito alla volta della Boemia per combattere i turchi, torna in terra natia con una bizzarra menomazione: solo mezzo corpo è sopravvissuto alla battaglia, e trattasi purtroppo della metà cattiva. Mentre il Profilo Gramo getta gratuito terrore nel borgo e si diverte a dividere in due tutto il creato, fa inaspettatamente ritorno a Terralba anche il Profilo Buono, che comincia a ricucire e rattoppare ciò che l’altro mezzo ha tagliato. Troppo crudele l’uno, troppo amorevole il secondo, che scontro sia. Solo su una cosa Gramo e Buono sono concordi: essere dimezzati è l’unico modo per capire davvero la realtà. “Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l'aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza”. Ecco così che la riflessione si sposta dal piano della favola e abbraccia tutti gli uomini che si credono interi e, in quanto tali, portatori di verità assolute e definitive. Invece, siamo tutti imperfetti e incompleti, e solo la mutilazione - intesa come presa di coscienza delle vulnerabilità, delle diversità e delle miserie umane - consente di osservare il mondo con la pietà e la comprensione di chi sa di portare dentro di sé il buono e il gramo, il giusto e lo sbagliato, il perfetto e il frammentato. Altrimenti, si rischia di restare staccati dall’umanità vera, come la medicina del dottor Trelawney, che non cura le persone, o la tecnica di Mastro Pietrochiodo, che produce macchine perfette solo per impiccare. “Questo è il bene dell'essere dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. […] Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo”. Forse, se tutti ci sentissimo un po’ più dimezzati, il mondo sarebbe un po’ più completo.
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