Io speriamo che me la cavo

Esperienza condivisa dalla community di Opinioni.it

4,2/5Pubblicata il 23/02/2017
Consigliato

“Tante risate con un retrogusto amaro”

VantaggiCommedia simpatica che dona comunque motivi di riflessione.
SvantaggiPurtroppo si rappresenta la realtà....
Sulla scia del successo mietuto dall'omonimo romanzo scritto da Marcello D'Orta, nel 1992 la regista Lina Wertmuller forgia una simpatica commedia con protagonista Paolo Villaggio, nelle vesti del maestro Sperelli, e una scolaresca alquanto pittoresca. Come noto, il libro di spunto raccoglie sessanta temi scritti da studenti delle elementari di Arzano, un comune ubicato nella provincia di Napoli. Tali elaborati rendono manifesto le enormi lacune degli scolari, ma anche la difficile condizione che si trovano a vivere e l'umanità che comunque trasuda da questi piccoli scrittori. Il film riproduce in immagini le medesime situazioni, con il maestro venuto dal Nord per puro caso in seguito ad un errore burocratico e che si trova a confrontarsi con una realtà a lui completamente aliena. Dopo il primo shock, però, comincia a percepire le energie positive emanate dai suoi piccoli allievi, nonostante le difficoltà che quest'ultimi si trovano a vivere. Ne nascono gusto si sketch con i piccoli attori che si rivelano un'esplosione di simpatia. Una commedia molto gradevole, che però lascia quel retrogusto amaro, soprattutto per coloro che come me tali realtà le vivono quotidianamente.

Questa opinione ti è stata utile?

Condividi il tuo giudizio con la community.

Segnala un problema con questa opinione

Le segnalazioni vengono valutate dalla moderazione. Un disaccordo con il giudizio espresso non è motivo di rimozione.

Accedi per inviare una segnalazione

Commenti

Ancora nessun commento.